Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/12: Modifica dell'ordinanza sulla determinazione delle zone di applicazione in materia di agevolazioni fiscali · 12 pagine

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es. Comuni). Per questo motivo l’evoluzione dell’occupazione è considerata in base al censimento delle aziende fino al 2008.

Ad eccezione del valore aggiunto lordo per addetto, tutti gli indicatori parziali sono tratti direttamente dalla statistica ufficiale. La variabile del valore aggiunto lordo per addetto esprime la debolezza congiunturale dei rami economici locali e influisce sull’indicatore della debolezza strutturale nella misura di dieci punti percentuali. I Comuni strutturalmente deboli sono caratterizzati da rami a basso valore aggiunto, ad esempio l’agricoltura. A questi si contrappongono i Comuni strutturalmente forti, che ospitano rami altamente produttivi, come il commercio di materie prime o i servizi finanziari e assicurativi. Dal dicembre 2012 sono disponibili dati relativi al prodotto interno lordo a livello cantonale per gli anni dal 2008 al 2010 tratti dalla statistica ufficiale. Il censimento delle aziende del 2008 consentirebbe di calcolare un PIL cantonale per addetto. Vista l’eterogeneità talvolta considerevole esistente tra i Cantoni,

l’impiego di questi dati per l’indicatore della debolezza strutturale qui considerato non è adatto allo scopo, che richiede dati a livello regionale o comunale. Per questo motivo si è deciso di far ricorso al metodo del valore aggiunto lordo regionale sviluppato da Credit Suisse Economic Research. Questo parametro si basa sui dati cantonali relativi al PIL o al valore aggiunto lordo e su una combinazione di altre statistiche ufficiali (fra cui il conto della produzione delle attività economiche, il censimento federale delle aziende/STATENT), e ha permesso di scomporre la produttività a livello di regioni e Comuni.

Come in passato, gli indicatori parziali sono standardizzati in base alla media svizzera e al normale scostamento a livello di Comuni svizzeri. In seguito questi indicatori sono moltiplicati per il fattore di ponderazione e sommati all’indicatore globale dello sviluppo regionale.

Quest’ultimo rappresenta il ranking che funge da riferimento per la delimitazione delle zone di applicazione. Le zone di applicazione comprendono le aree strutturalmente più deboli del perimetro di base che, cumulate, rappresentano il dieci per cento della popolazione svizzera.

1.1.4 Inserimento del perimetro di base nei piani direttori cantonali

Riferendosi alla classificazione dei Comuni secondo criteri di politica d’assetto del territorio stabilita dall’ARE, nel dicembre 2012 la Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica (CDEP) ha condotto presso i Cantoni un’indagine che aveva lo scopo di verificare la conformità della definizione dei centri proposta con i piani direttori cantonali. La CDEP ha ricevuto risposte da tutti e 26 i Cantoni e le ha successivamente trasmesse alla SECO. Le definizioni delle zone sono quindi state adeguate dall’autore della valutazione, d’intesa con la SECO, in funzione delle risposte dei Cantoni. In tal modo si sono potuti inserire nel perimetro di base gli adeguamenti resi necessari dai piani direttori cantonali e dalle loro priorità geografiche. Il progetto territoriale è quindi stato adattato alle peculiarità locali e in parte di piccole aree nell’ottica specifica dello strumento delle agevolazioni fiscali. Le varianti di zone di applicazione sono state definite in modo da comprendere unicamente zone nelle quali i Cantoni intendono intensificare le attività economiche.

Le risposte e le proposte di modifica dei Cantoni sono suddivisibili come segue:

a) inclusione o esclusione di alcuni «altri» centri delle zone rurali;

b) inclusione o esclusione di alcuni Comuni suburbani.

1.1.5 Decisione concernente la variante di delimitazione

1.1.5.1 Le quattro varianti di delimitazione

Conformemente alle categorie di zone disponibili per la determinazione delle zone di applicazione delle agevolazioni fiscali (cfr. definizione del perimetro di base, n. 1.1.3.1), gli esperti hanno elaborato le quattro varianti di perimetro di base, a seconda che, oltre ai centri di piccole e medie dimensioni e ai centri rurali, vengano o meno inclusi anche gli altri centri rurali delle zone rurali e gli spazi suburbani dei centri di piccole e medie dimensioni (cfr. Figura 2).

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