Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/120: Programma di stabilizzazione 2017-2019 · 101 pagine

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2019. Le uscite per l’esercito ammontano quindi a 4,5 miliardi nel 2017, a 4,6 miliardi nel 2018 e a 4,7 miliardi nel 2019. Nei crediti dell’esercito per gli anni 2017–2020 sono iscritti in totale circa 18,5 miliardi. Ulteriori risorse, ad esempio per misure salariali, sono previste nei budget di altre unità amministrative. Queste risorse verranno cedute all’esercito in un secondo momento. Il primo limite di spesa dell’esercito per gli anni 2017–2020 ammonterà quindi ad almeno 18,8 miliardi. Sono fatti salvi possibili aumenti nel 2020, sui quali il Consiglio federale prenderà una decisione nel mese di dicembre 2015.

L’esercito dispone di un budget annuale per il personale di circa 1350 milioni (retribuzione del personale e contributi del datore di lavoro), con i quali vengono finanziati ben 9500 posti a tempo pieno. Per rispettare le direttive in materia di personale, l’esercito riduce i crediti per il personale di 16,4 milioni, dei quali 16,0 milioni interesseranno l’Aggruppamento Difesa. Tale cifra corrisponde a una riduzione di circa 120 posti a tempo pieno (-1,3 %). I restanti 0,4 milioni verranno risparmiati nell’ambito di armasuisse Immobili (3 posti). Questi tagli a livello di personale costituiscono una misura molto drastica e fanno sì che la ristrutturazione del personale e il trasferimento delle conoscenze necessari all’introduzione dell’USEs potranno essere garantiti solo in un secondo momento. Il Consiglio federale esaminerà pertanto, in occasione del prossimo processo di preventivazione, se vi sia la necessità di operare trasferimenti nel settore dell’esercito a favore del personale.

Le spese d’esercizio annuali dell’esercito ammontano a circa 1500 milioni (personale escluso). La cifra comprende, tra l’altro, il credito Esercizio e infrastruttura (250 mio.), Materiale di ricambio e manutenzione (500 mio.) e il credito per la truppa (200 mio.). L’esercito ridurrà le spese d’esercizio in particolare nel 2017 (- 71,0 mio.). Se nel 2018 i tagli ammonteranno ancora a 6,7 milioni, nel 2019 non ve ne saranno. Dato che il credito Esercizio e infrastruttura verrà ridotto, l’esercito fornirà meno prestazioni per l’esercizio degli edifici, il mantenimento, la manutenzione e per i lavori di sistemazione e di pulizia. L’esercito creerà inoltre meno scorte di pezzi di ricambio, darà la priorità ai lavori di manutenzione e insisterà sul rinnovo, ciò che sgraverà complessivamente il budget Materiale di ricambio e manutenzione. Nel credito per la truppa si risparmierà a livello di sussistenza in pensione e servizi di terzi. Nel settore dell’informatica l’esercito si concentrerà sui progetti principali. A seconda dei casi questo potrà comportare limitazioni nell’esercizio e nello sviluppo. Negli ultimi anni l’esercito ha ogni volta preventivato spese di consulenza troppo elevate; ciò ha comportato residui di credito superiori ai 5 milioni all’anno. In futuro tali residui di credito dovranno essere quanto possibile evitati. Nel 2017 in via eccezionale – in modo da non ridurre la capacità di resistenza – si potranno generare risparmi anche nell’ambito degli investimenti materiali e immateriali, scorte, facendo sì che il DDPS acquisti meno del fabbisogno annuale in particolare per quanto riguarda i combustibili.

Negli ultimi anni l’esercito ha speso circa 300 milioni all’anno per investimenti immobiliari. Per procedere alla realizzazione di nuovi progetti nel quadro del nuovo Concetto relativo agli stazionamenti e concretizzare allo stesso tempo i necessari progetti di manutenzione, il Consiglio federale ha previsto di aumentare le uscite per investimenti a 400 milioni all’anno. Al contempo armasuisse Immobili ha pianificato un aumento del personale. A causa delle misure di risparmio, le spese per il personale e le uscite per investimenti non possono per ora essere aumentati nella misura prevista. In futuro per il ripristino di immobili e i nuovi investimenti saranno disponibili tra i 350 e i 390 milioni all’anno.