Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/120: Programma di stabilizzazione 2017-2019 · 101 pagine

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Cooperazione internazionale

Difesa nazionale 4710 4733 4931 4992 5043 1,7 % Educazione e ricerca 7357 7357 7713 7922 8156 2,6 % Cultura e tempo libero 507 539 546 552 554 2,2 % Sanità 234 241 251 250 254 2,1 % Previdenza sociale 22 367 22 442 23 075 22 627 25 290 3,1 % Trasporti 8542 9231 9345 10 964 10 946 6,4 % Ambiente e assetto del territorio 1459 1470 1603 1610 1573 1,9 % Agricoltura e alimentazione 3683 3611 3612 3611 3611 -0,5 % Economia 740 712 1607 1784 1962 27,6 % Finanze e imposte 9951 9314 9751 10 011 11 137 2,9 %

Le misure di consolidamento attuate dal Consiglio federale nel Preventivo 2016 sono chiaramente riconoscibili: nel 2016 le uscite della Confederazione ristagnano, sebbene lo stesso anno, con l’introduzione del Fondo per l’infrastruttura ferroviaria, vengano sostenute nuove uscite per oltre 700 milioni. Per contro, la maggioranza dei settori di compiti non registra alcuna crescita o cresce solo in misura limitata (ad es. educazione e ricerca, difesa nazionale e premesse istituzionali e finanziarie) oppure denota addirittura un calo (ad es. relazioni con l’estero, agricoltura ed economia).

A partire dal 2017 le uscite riprendono ad aumentare in una certa misura. Nel periodo che va dal 2015 al 2019 risulta una crescita media annua delle uscite del 3,3 per cento, riconducibile peraltro in larga misura a nuovi progetti finanziati in parte attraverso entrate supplementari; è il caso in particolare della riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 (previdenza sociale, dal 2019), dell’introduzione del Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (dal 2016) e del Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (dal 2018) nel settore dei trasporti, dell’aumento della tassa sul CO2 (ambiente e assetto del territorio, dal 2017), dell’integrazione del fondo supplemento rete (economia, dal 2017) e della riforma III dell’imposizione delle imprese (finanze e imposte, dal 2019). Corretta di questi fattori, la crescita media delle uscite nel periodo 2015-2019 è inferiore di circa un punto percentuale e corrisponde pertanto all’incirca all’attesa evoluzione del PIL nominale. Questo aumento delle uscite non è tuttavia finanziabile a seguito della dinamica stagnante delle entrate nel 2016 e della sua timida ripresa negli anni successivi.

Tre fattori noti dall’autunno del 2015 comportano a un ulteriore peggioramento della situazione finanziaria:

 la decisione del Consiglio degli Stati in merito alla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 provocherà nel 2018 uscite supplementari per la Confederazione di circa 500 milioni. Nel 2019 le uscite supplementari supereranno già i 600 milioni, per poi crescere ulteriormente negli anni successivi. La decisione del Consiglio degli Stati si discosta dal progetto del Consiglio federale in due punti di immediata rilevanza per le finanze federali. Già a partire dal 2018 il Consiglio degli Stati intende destinare all’AVS la quota del 17 per cento sul percento demografico IVA che attualmente confluisce nelle casse federali. Il Consiglio federale intendeva compiere questo passo solo nel 2019, in contropartita alla riduzione del contributo percentuale delle uscite della Confederazione all’AVS dal 19,55 al 18 per cento delle uscite dell’AVS. Questa riduzione è stata tuttavia respinta dal Consiglio degli Stati. Le altre deroghe al messaggio del Consiglio federale, segnatamente la deci-