Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/15: Decreto federale che introduce lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con l'Australia · 12 pagine
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Per quanto concerne l’Australia, la Convenzione sull’assistenza amministrativa è entrata in vigore il 1° dicembre 2012. Durante l’estate del 2014 il Governo australiano ha consultato la popolazione e gli ambienti interessati in merito alla sua intenzione di attuare lo standard per lo scambio automatico di informazioni. L’Australia non ha ancora firmato l’MCAA. Prevede tuttavia di farlo e di presentare al contempo un progetto di attuazione dello standard per lo scambio automatico di informazioni entro la metà del 2015 che potrebbe essere approvato entro la fine di quest’anno.
La Svizzera ha firmato la Convenzione sull’assistenza amministrativa il 15 ottobre 2013 e l’MCAA il 19 novembre 2014. Il 14 gennaio 2015 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione relativa a questi due atti e alla LSAI. Il Governo prevede di sottoporli per approvazione all’Assemblea federale nel 2015.
3.3 Regolarizzazione del passato
Secondo il mandato adottato dal Consiglio federale l’8 ottobre 2014, lo scambio automatico di informazioni può essere introdotto soltanto se esistono meccanismi appropriati che, se necessario, permettano ai contribuenti di regolarizzare la loro situazione fiscale, e garantiscano in questo modo una transizione ordinata verso il nuovo sistema di scambio di informazioni. Il 27 marzo 2014, l’Australia ha avviato una procedura di regolarizzazione, destinata in particolar modo ai titolari di conti all’estero, dal nome «Project DO IT3». Si tratta, secondo le autorità australiane, dell’ultima opportunità per i contribuenti di regolarizzare la loro situazione fiscale prima di passare allo scambio automatico di informazioni. I contribuenti interessati avevano tempo fino al 19 dicembre 2014 per utilizzare questa procedura.
A livello materiale, la procedura di regolarizzazione è destinata in linea di massima a tutti i contribuenti australiani che posseggono averi all’estero. Sono esclusi i contribuenti con procedure amministrative o penali già avviate oppure i contribuenti che non si sono adeguati alle condizioni di una precedente procedura di dichiarazione su base volontaria a cui hanno preso parte. È possibile contattare le autorità fiscali australiane su base anonima per ottenere informazioni sulla procedura, ma la dichiarazione volontaria deve contenere il nome del contribuente interessato. I contribuenti che fanno uso della procedura devono fornire per gli anni precedenti, tramite un modulo apposito, tutte le informazioni relative ai loro redditi, averi e enti offshore. Su questa base, fermo restando che accetti la dichiarazione, l’autorità fiscale australiana effettua una tassazione sugli ultimi quattro anni fiscali, che corrisponde al termine di prescrizione per i crediti fiscali relativi a redditi provenienti dall’estero.
Effettuando questa procedura volontaria il contribuente può beneficiare di una forte riduzione della multa dovuta alla mancata dichiarazione dei redditi provenienti dall’estero. La multa può infatti ammontare fino al 90 % dell’imposta dovuta. Con la dichiarazione volontaria, essa ammonta al 10 % o è nulla per i contribuenti il cui reddito annuo è inferiore a 20 000 dollari australiani. Per quanto concerne il perseguimento penale, l’ATO si impegna in linea di principio a non avviarlo né a fornire di propria iniziativa le informazioni ricevute ad altre autorità incaricate dell’applicazione della legge. Non può tuttavia garantire l’amnistia per le inchieste di altre autorità.
Un elemento importante della procedura australiana concerne l’obbligo per i contribuenti di fornire, per il periodo che inizia dal 1° gennaio 2006, alle autorità i nomi dei consiglieri o di altri intermediari che li hanno aiutati ad allestire le strutture offshore. Per questa fattispecie, l’ATO si riserva la possibilità di condividere su base volontaria queste informazioni con altre autorità interne. Durante i negoziati, la delegazione australiana ha indicato che questa esigenza ha come scopo principale l’ottenimento di informazioni volte a identificare i mezzi impiegati dai contribuenti per frodare il fisco e dunque aumentare l’impatto delle misure adottate dalle autorità australiane nella lotta contro la frode e l’evasione fiscali.
3 Disclose Offshore Income Today.
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