Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 168 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 33Fedlex · Rapporto esplicativo
1.2.2.2 Cofinanziamento delle formazioni transitorie cantonali per preparare a una prima formazione professionale
Lacune nella preparazione a una prima formazione professionale
In pratica, non esiste alcun provvedimento preparatorio per i giovani che non hanno ancora scelto una professione o che, dopo aver terminato la scuola obbligatoria, non sono ancora pronti per una prima formazione professionale. La situazione si differenzia a seconda del tipo di scuola:
- Nei giovani con limitazioni che vengono scolarizzati nella scuola normale, i problemi di salute sono spesso causa di ritardi nello sviluppo e nel grado di maturità individuali rispetto ai coetanei. Nei casi in cui esiste un potenziale, questi ritardi potrebbero essere compensati con un anno intermedio di preparazione alla professione. Tuttavia, mancano in genere offerte adeguate: le formazioni transitorie della scuola pubblica sono spesso troppo impegnative per questi giovani e non tengono conto dei loro bisogni, o ne tengono conto soltanto in parte. A sua volta, il quadro giuridico attuale consente all’AI di sostenere soltanto i giovani che hanno già scelto una professione;
- I giovani che frequentano la scuola speciale possono spesso (ma non sempre) prolungare la frequenza e rimanervi fino al compimento dei 18 anni, in casi motivati anche fino al compimento dei 20 anni. Il prolungamento permette a questi giovani di consolidare e ampliare le competenze acquisite e di prepararsi alla formazione e al mondo del lavoro. Se non si punta all’inserimento nel mercato del lavoro primario, l’eventuale prolungamento della scuola speciale contribuisce a evitare periodi di vuoto che potrebbero venirsi a creare prima dell’inizio di un’attività lavorativa in ambito protetto e dell’assegnazione di una rendita AI.
Queste lacune sono problematiche anche nell’ottica di un’integrazione professionale duratura. Se il diritto a una prima formazione professionale dell’AI non è ancora definitivamente accertato, si rischia che dopo il passaggio per diverse tappe (posto di lavoro ausiliario, AD e assistenza sociale) i problemi di salute dell’assicurato risultino talmente aggravati da rendere necessario l’esame del diritto a una rendita AI. A quel punto i provvedimenti d’integrazione sarebbero molto più impegnativi e meno promettenti rispetto a un’integrazione immediatamente consecutiva alla scuola e alla formazione. Infine, l’offerta di formazioni transitorie per la fase di transizione I anche per i giovani con limitazioni sarebbe più conforme al principio della parità di trattamento; queste formazioni non devono essere sacrificate a causa di eventuali misure di risparmio.
Cofinanziamento delle formazioni transitorie cantonali
Per le ragioni appena evocate, i giovani integrati nella scuola normale (e se opportuno anche quelli che hanno frequentato scuole speciali) devono avere la possibilità di partecipare a formazioni transitorie che favoriscano lo sviluppo e la maturazione individuali, la scelta di una professione, il recupero di lacune scolastiche e lo sviluppo delle competenze personali e sociali rilevanti per il lavoro remunerato. Per quanto possibile, queste formazioni andrebbero inserite nelle strutture normali del Cantone anziché in una scuola speciale o in un ambito protetto. L’AI cofinanzierebbe in ragione di un terzo i costi pro capite sulla base di una convenzione stipulata tra l’ufficio AI e gli organi competenti (art. 68biscpv. 1tere 1quaterAP-LAI). Per coin-