Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 72 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 27Fedlex · Rapporto sui risultati

Per la CUAI è giusto e importante rettificare lo scioccante incentivo perverso oggi esistente e puntare alla parità di trattamento dei giovani. L’ASIP ritiene che si tratti di una misura efficace per ridurre le nuove rendite dell’AI.

Organizzazioni di aiuto ai disabili

Su dodici pareri pervenuti, nove sono contrari, uno favorevole (GELIKO, che non ha motivato la propria posizione) e due piuttosto favorevoli a questa misura.

INSOS e FTIA, le due organizzazioni dichiaratesi piuttosto favorevoli, concordano sul versamento di un’indennità giornaliera sufficiente per garantire il minimo vitale nei casi in cui la formazione inizia dopo i 22 anni compiuti. INSOS dubita che con il denaro risparmiato limitando l’indennità giornaliera verso l’alto si possano finanziare provvedimenti d’integrazione supplementari, poiché esso dovrà coprire le maggiori uscite per i salari di apprendista degli assicurati di età inferiore ai 18 anni. L’associazione è cosciente del fatto che la misura correggerebbe il privilegio concesso alle persone con handicap, mentre rimarrebbero la discriminazione e la disparità di opportunità nell’accesso a una prima formazione professionale in ambito protetto per i giovani affetti da gravi limitazioni.

Pur essendo contraria a questa misura, la sezione romanda di PMS specifica che l’assicurato deve aver diritto a un’indennità giornaliera durante gli studi senza che si esiga in parallelo un’attività lucrativa o se i genitori non sono in grado di provvedere al mantenimento.

Accanto ad alcune osservazioni intese a giustificare la sua opposizione alla misura, Inclusion Handicap propone una nuova formulazione per il testo dell’articolo 22 capoverso 2 LAI:

«L’assicurato che segue una prima formazione professionale ha diritto a un’indennità giornaliera se subisce una perdita di guadagno a causa di un’invalidità». Integras e Pro Infirmis appoggiano anch’esse la proposta. Inclusion Handicap è comunque d’accordo sul fatto che l’indennità versata durante la formazione professionale di base o il tirocinio in vista del conseguimento di un attestato corrisponda al salario di apprendista e sia versata al datore di lavoro se questi paga all’assicurato il salario usuale di un apprendista nonostante il rendimento ridotto. Suggerisce tuttavia di valutare se queste condizioni vadano parimenti applicate

quando l’assicurato non sia limitato nel suo rendimento. Una soluzione alternativa consisterebbe nel versare un contributo al datore di lavoro per gli sforzi da esso compiuti. Procap e SM aderiscono al parere di Inclusion Handicap.

AGILE e Avanti Donne deplorano il fatto che non venga precisato in che modo la riorganizzazione del sistema delle indennità giornaliere dovrebbe migliorare le opportunità di trovare un impiego. Insieme potrebbe accettare la netta riduzione dell’indennità giornaliera per la prima formazione professionale proposta con questa misura soltanto a patto che il diritto alla formazione professionale fosse garantito anche ai giovani affetti da gravi limitazioni.

Altre cerchie interessate e partecipanti

Sui 30 pareri pervenuti, una lieve maggioranza è favorevole o piuttosto favorevole alla misura (17 pareri favorevoli e 13 contrari).

CDOS, Swissmem, CP, FMPP e H+ ritengono che questa misura consenta di evitare incentivi sbagliati per i giovani, poiché l’indennità giornaliera sinora versata è troppo elevata rispetto ai salari degli apprendisti che non beneficiano di un sostegno dell’AI. mfe precisa che un’indennità corrispondente ai salari usuali del ramo contribuisce ad aumentare l’autostima. VVP non solleva obiezioni, poiché il numero degli assicurati interessati dovrebbe essere molto esiguo.