Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/33: Legge federale sulla parità dei sessi (LPar) · 11 pagine
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Riferimento/dossier: COO.2180.109.7.200351 / 2015/00003
3.1 Posizione di principio dei partecipanti alla consultazione
Tutti i 26 Cantoni hanno presentato il loro parere. 13 Cantoni sono a favore di ulteriori misure statali per realizzare la parità salariale, 10 dei quali appoggiano in linea di massima le proposte del Consiglio federale (ZH, BE, LU, UR, SG, VD, VS, NE, GE, JU), mentre 3 Cantoni hanno chiesto misure più incisive e sono scettici in merito al progetto proposto dal Consiglio federale (FR, BS, TI). I 13 Cantoni contrari sono tutti di lingua tedesca (SZ, OW, NW, GL,
ZG, SO, BL, SH, AR, AI, GR, AG, TG).
Dei 12 partiti invitati ufficialmente ad esprimersi, sette hanno dato una risposta. Due sono a favore dell’avamprogetto (PVL, PS) e uno accoglie con favore il fatto che il Consiglio federale prenda delle misure, pur facendo rilevare che il progetto di revisione non è sufficiente perché consolida lo status quo (PES). Quattro partiti sono invece contrari (PBD, PPD, PLR e UDC).
Tra le associazioni mantello dell’economia, una è a favore dell’avamprogetto (SIC), una è favorevole alle misure del Consiglio federale, anche se stima l’avamprogetto largamente insufficiente, proponendo misure di più ampia portata e l’assunzione della responsabilità da parte della Confederazione (USS); cinque sono contrarie (usc, SAV, usam, EXPERTsuisse e veb.ch).
L’Unione delle città svizzere accoglie l’avamprogetto con favore.
Circa la metà degli altri 70 partecipanti e PLR Donne sono in linea di massima a favore delle misure proposte. Secondo molti sostenitori del progetto, tuttavia, le misure non sono sufficienti; ciò significa che non reputano il progetto abbastanza coraggioso, come per esempio Donne PPD. Alcuni partecipanti, in particolare PS Donne, CFCQ, numerose associazioni e organizzazioni femminili nonché sindacati, hanno espresso scetticismo in merito all’efficacia della soluzione proposta e lamentato soprattutto la mancanza di sanzioni.
L’altra metà, a cui appartengono associazioni dell’economia e di categoria, diversi datori di lavoro e loro organizzazioni nonché un partito che non è stato invitato ufficialmente
(UP!Schweiz), è contraria all’avamprogetto.
Non sono giunti pareri di privati.
3.1.1 Partecipanti alla consultazione che appoggiano misure statali
Dei 112 partecipanti alla consultazione, 51 sono in linea di massima a favore
dell’avamprogetto, ossia 10 Cantoni (ZH, BE, LU, UR, SG, VD, VS, NE, GE, JU), 2 partiti (PVL, PS) e 3 partiti delle donne (Donne PPD, PLR Donne, PS Donne), 1 associazione mantello dell’economia (SIC), l’Unione delle città svizzere e altri 29 interessati: associazioni e organizzazioni femminili (svf, alliance f, EFS, fjo, FZ Argovia, frbb, Frauenzentrale BE,
Frauenzentrale Winterthur, Frauenzentrale Zug, Frauenzentrale Zürich, Commissione per la parità di genere SZ, Giuriste Svizzera, USDCR e SKF), CFQF e CSP nonché diverse organizzazioni dei lavoratori e un’associazione mantello maschile.
I sostenitori dell’avamprogetto ritengono che i provvedimenti del Consiglio federale siano necessari. Occorrono misure statali per realizzare la parità salariale. Reclamare il diritto individuale alla parità salariale, sancito dalla Costituzione, è un compito lasciato in modo eccessivamente unilaterale alla responsabilità di chi è discriminato. Tuttavia l’avamprogetto del Consiglio federale prevede misure minime, per questo sono richiesti provvedimenti più incisivi.
Una parte dei sostenitori delle misure statali per realizzare la parità salariale stima che la soluzione proposta dal Consiglio federale sia insufficiente, troppo poco incisiva o lacunosa: tre Cantoni (BS, FR, TI), un partito (PES), un’associazione mantello dell’economia (USS) e altre cerchie interessate, segnatamente BPW Svizzera, SEV, syna, SSM, Unia e VPOD.
Le critiche di questi partecipanti alla consultazione riguardano soprattutto i seguenti aspetti: l’avamprogetto consolida lo status quo, lascia molto margine di interpretazione in merito alle disposizioni, domande essenziali rimangono prive di risposta, le parti sociali non vengono