Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/33: Legge federale sulla parità dei sessi (LPar) · 11 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 7Fedlex · Rapporto sui risultati
Riferimento/dossier: COO.2180.109.7.200351 / 2015/00003
3.2 Pareri sui singoli articoli
Articolo 13a (Obbligo di effettuare un’analisi dei salari)
ZH propone che l’analisi dei salari sia obbligatoria per le aziende con 100 o più collaboratori. Inoltre ZH chiede una deroga per i datori di lavoro che garantiscono la parità salariale in altro modo, soprattutto con un sistema metodico e volto all’analisi delle mansioni per stabilire i salari (p. es. analisi delle mansioni semplificata nell’amministrazione cantonale di ZH). BE e SO sono a favore dell’obbligo di analisi dei salari per aziende con più di 250 collaboratori a causa del tangibile aumento degli oneri.
LU chiede che i datori di lavoro pubblici siano esplicitamente esclusi dalla revisione.
UR, SO, SH e VD sono favorevoli ad un lasso di tempo più lungo tra un’analisi dei salari e l’altra (p. es. otto anni).
FR, BS, TI e JU propongono per motivi di economia procedurale, di far dipendere il limite numerico per l’obbligo di analisi dalla disponibilità di un metodo riconosciuto in base al numero di collaboratori (p. es. Argib per le PMI con meno di 50 collaboratori).
I Verdi sono del parere che l’obbligo di analisi dei salari debba valere anche per i datori di lavoro che impiegano meno di 50 collaboratori. Occorre mettere rapidamente a disposizione un relativo strumento di analisi. Il PSS intende estendere l’obbligo di analisi a tutti i datori di lavoro del settore privato e pubblico.
L’Unione delle città svizzere esorta a disciplinare il numero minimo proposto di
50 collaboratori a livello di ordinanza eventualmente per ampliare o limitare l’obbligo di analisi, tanto più che una parte delle città desidera obbligare solo i datori di lavoro con
100 collaboratori a svolgere un’analisi dei salari (sgravio delle PMI).
Secondo il parere dell’USS e della SIC, l’obbligo di analisi dei salari dovrebbe applicarsi anche ai datori di lavoro con meno di 50 collaboratori. Pertanto è necessario creare rapidamente un relativo strumento di analisi. Inoltre l’USS predilige che l’analisi dei salari avvenga ogni tre anni
Anche numerose altre cerchie interessate (organizzazioni femminili e sindacati) accolgono con favore l’ampliamento del campo di applicazione a tutti i datori di lavoro, alcuni sono addirittura favorevoli ad analisi biennali o triennali. Inoltre alcuni chiedono l’istituzione di
un’organizzazione nazionale per il controllo delle analisi dei salari e un partecipante alla consultazione propone di creare un elenco ufficiale dei datori di lavoro sottoposti all’obbligo dell’analisi dei salari.
Le associazioni dell’economia interessate, invece, preferiscono aumentare il numero dei collaboratori (100 o 250 posti a tempo pieno) qualora fosse effettivamente introdotto l’obbligo di analisi dei salari.
Articolo 13b (Metodo dell’analisi dei salari)
Capoverso 1
ZH reputa che Logib sia uno strumento di base affidabile e di facile utilizzo per l’analisi dei salari, tuttavia auspica un suo miglioramento o che si sviluppino altri modelli di analisi. Occorrerebbe soprattutto valutare in quale misura integrare nel modello della Confederazione i seguenti fattori: modelli di orario di lavoro e stress fisico e psicologico.
LU respinge le disposizioni proposte perché in tal modo la Confederazione interverrebbe direttamente nel sistema retributivo delle aziende. Secondo LU sarebbe più adeguato analizzare se i fattori usati per determinare i salari in tale sistema sono discriminanti e verificare che siano attuati in maniera non discriminante.
La SIC propone un sistema di analisi dei salari come approccio alternativo e supplementare alle analisi di regressione.