Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/33: Legge federale sulla parità dei sessi (LPar) · 11 pagine
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Riferimento/dossier: COO.2180.109.7.200351 / 2015/00003
coinvolte adeguatamente, l’assenza di sanzioni è assurda o insensata, il progetto non è sufficientemente coraggioso ed è mendace, ecc. Ricorrono osservazioni sui seguenti punti:
la responsabilità della lotta contro le differenze salariali è lasciata prevalentemente alle
aziende;
campo d’applicazione: tutti i datori di lavoro che impiegano almeno 100 o
250 collaboratori;
analisi dei salari: occorre valutare metodi diversi (Logib presenta dei limiti) e segnata-
mente un’analisi del sistema salariale;
sostenere la parità dei sessi anche ad altri livelli;
conciliare famiglia, lavoro e formazione continua;
congedo parentale/di paternità legato a un adattamento dell’età di pensionamento;
la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno la funzione di sensibilizzare e dare
l’esempio;
imposizione fiscale individuale;
eliminare l’importo di coordinamento nell’AI;
allungare il termine per ripetere l’analisi dei salari (ad es. ogni otto o dieci anni);
informazioni per i datori di lavoro e per le autorità competenti;
l’avamprogetto è caratterizzato da un ampio margine di interpretazione: alcune questioni
che dovrebbero essere disciplinate dalla legge rimangono in sospeso;
gli organi di controllo esterni necessitano di conoscenze specifiche;
piano di misure per correggere le discriminazioni salariali riscontrate.
Vengono proposte diverse misure per migliorare l’avamprogetto:
ampliamento dell’obbligo di analisi dei salari e di controllo a tutte le aziende del settore
privato e di quello pubblico;
migliorare l’efficacia delle misure proposte per mezzo di sanzioni;
creare una commissione tripartita a livello federale;
tolleranza zero in caso di comprovata discriminazione salariale;
attribuire a un’autorità nazionale con competenze esecutive la responsabilità di svolgere
le verifiche;
diritto d’azione e di ricorso delle autorità;
inversione dell’onere della prova;
controlli statali a campione;
diritto di azione collettiva e organo di mediazione;
misure finanziarie di accompagnamento e incoraggiamento per sostenere le aziende; aumento della percentuale degli interessati;
informare i lavoratori sui risultati dell’analisi dei salari;
coinvolgere obbligatoriamente i sindacati nei controlli a livello settoriale e aziendale;
trasparenza salariale all’interno delle aziende;
diritto a essere informati sulla situazione salariale degli altri collaboratori.
3.1.2 Pareri contrari
Si sono espressi nettamente contro l’avamprogetto 57 partecipanti alla consultazione:
13 Cantoni (SZ, OW, NW, GL, ZG, SO, BL, SH, AR, AI, GR, AG, TG), 4 partiti (PBD, PPD, PLR e UDC), 5 associazioni mantello dell’economia (usc, SAV, usam, EXPERTsuisse e veb.ch) e 35 cerchie interessate (associazioni settoriali, organizzazioni dei datori di lavoro, singoli datori di lavoro e prestatori di servizi nell’ambito dei confronti salariali).
Nei loro pareri tutti affermano di sostenere appeno il principio costituzionale della parità salariale. Sono convinti che i datori di lavoro responsabili non fanno differenze salariali basate sul sesso e inoltre che non sussistono interessi economici per un atteggiamento simile. Pertanto non è necessario che lo Stato disciplini questo ambito. Il parere contrario è dovuto soprattutto ai seguenti motivi: