Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/38: Revisione della legge sulle telecomunicazioni (LTC) · 128 pagine

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dal fatto che le misure si orientano a direttive europee63 ed è lecito supporre che la regolamentazione riscuota un consenso internazionale. Considerato che in Svizzera esistono delle condizioni quadro analoghe per il potenziamento delle reti a banda ultra larga come nell’UE, per gli investitori esteri può venirsi a creare un ambiente favorevole agli investimenti.

D’altronde, non bisogna temere effetti negativi sugli investimenti o sulle innovazioni poiché le infrastrutture passive presentano meno potenziale innovativo e i proprietari vengono adeguatamente risarciti. Ciò viene anche confermato dal fatto che la regolamentazione delle canalizzazioni di cavi di Swisscom, azienda considerata dominante sul mercato, secondo cui sono applicati prezzi orientati ai costi, non ha avuto quasi alcun effetto negativo sull’attività d’investimento di Swisscom. Vi è tuttavia un margine di incertezza per quel che concerne la portata della domanda supplementare in materia di infrastrutture fisiche passive e degli effetti positivi.

Anche nella letteratura vengono descritti diversi effetti positivi. Secondo Nett, L./Stumpf, U. (2011), nuove reti a banda ultra larga possono essere potenziate in modo più conveniente, rapido e ampio tramite l’utilizzo sistematico di capacità esistenti e la concorrenza può essere incentivata.

In modo più conveniente e rapido, perché gli onerosi e lunghi lavori di costruzione e le procedure di autorizzazione (in particolare ad es. per i piloni d’antenna radio) potranno in parte essere evitati. L’azienda di consulenza Analysys Mason (2012b) stima che con l’utilizzo di infrastrutture altrui i costi potranno essere ridotti fino al 75 per cento (se non è più necessario effettuare alcun proprio scavo). La Commissione europea (2013) stima che con l’attuazione della direttiva 2014/61/UE, la quale, oltre a una coordinazione migliore dei progetti di costruzione e alla riduzione dei tempi per la procedura di autorizzazione, prevede in particolare anche l’accesso all’infrastruttura passiva, si potrà risparmiare il 30 per cento dei costi per la costruzione delle reti a banda ultra larga.

L’ampliamento può avvenire su ampia scala64 in quanto, evitando onerosi lavori di scavo in ulteriori regioni, risulta redditizio e nel migliore dei casi, con il collegamento tramite reti a banda ultra larga, viene a crearsi una specie di gara all’utilizzo di capacità infrastrutturali già esistenti. Secondo Analysys Mason (2012a) ne traggono vantaggio regioni meno densamente popolate che finora non sono state prese in considerazione, o solo marginalmente, per il potenziamento delle reti a banda ultra larga.

Da ultimo la concorrenza può essere incentivata se grazie all’accesso a infrastrutture altrui e pertanto ai costi di ampliamento più bassi, più operatori potenziano la propria rete in una regione.65 Con il diritto all’accesso e alla coutenza degli impianti

63 Conformemente alla direttiva 2014/61/UE, gli Stati membri dell’UE sono tra l’altro tenuti a integrare nella propria legislazione nazionale, entro la fine del 2015, la prescrizione secondo cui tutti i titolari delle infrastrutture esistenti, idonee al potenziamento delle reti di comunicazione, devono garantire l’accesso agli altri fornitori a condizioni eque e ragionevoli. Inoltre gli Stati membri sono tenuti a garantire il diritto di accesso agli impianti domestici.

64 È lecito supporre che la rete in fibra ottica non possa essere potenziata ovunque in modo redditizio. Ad esempio Ilic, D. et al. (2009) giungono alla conclusione che in Svizzera un ampliamento della rete in fibra ottica possa essere realizzato in modo redditizio sul piano economico per al massimo il 60% della popolazione.

65 Ilic et al. (2009) stimano che in Svizzera le reti in fibra ottica possano essere duplicate al massimo per l’11,3% della popolazione nelle zone più densamente popolate.