Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/45: Decreto federale che stanzia mezzi finanziari a favore dell'agricoltura per gli anni 2018-2021 · 60 pagine
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Situazione iniziale
pertanto partire dal presupposto che nell'ambito della negoziazione di altri accordi di libero scambio, la protezione alla frontiera nel settore agricolo sarà sempre più oggetto di discussione.
Accordo di libero scambio USA-UE
Nel luglio 2013 USA e UE hanno intavolato negoziati per un accordo transatlantico di libero scambio (TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership), che sarebbe il maggiore al mondo nel suo genere e rappresenterebbe un nuovo modello per molti trattati internazionali. I contorni di tale possibile accordo non sono però ancora noti e, pertanto, non è possibile valutarne gli effetti sull’agricoltura. Bisogna prevedere che l'UE e gli USA ridurranno notevolmente la reciproca protezione alla frontiera anche in questo settore. Per tale motivo, un gruppo di lavoro interdipartimentale diretto dalla Segreteria di Stato dell'economia SECO sta valutando le possibili conseguenze di un TTIP per la Svizzera. In base agli sviluppi e al contenuto dei negoziati tra l'UE e gli USA dovranno essere analizzate opzioni concrete per la preservazione della competitività dell'economia svizzera e dell'attrattiva della piazza economica elvetica. Tuttavia non si delineano ancora risposte concrete della Svizzera, quali negoziare un proprio accordo con gli USA, «agganciarsi» al TTIP od ottimizzare l'accesso al mercato di prodotti agricoli nell'UE.
Elaborazione di un nuovo quadro di riferimento internazionale per lo sviluppo sostenibile (agenda delle Nazioni Unite post 2015)
L'Assemblea generale dell'ONU preparerà un nuovo quadro di riferimento globale per lo sviluppo sostenibile (2015-2030), in sostituzione degli obiettivi di sviluppo del Millennio, che scadranno a fine 2015. I cinque principi che secondo la Svizzera dovrebbero costituire la base dell'Agenda post 2015 sono l'universalità del nuovo quadro di riferimento, il rispetto dei diritti umani, la coerenza politica, il rispetto dei limiti imposti dal pianeta nonché l’inclusione nella società e la giustizia sociale. Le nazioni dovranno impegnarsi anche per la politica agroalimentare, la cui impostazione dovrà tener conto degli obiettivi dell'Agenda post 2015, degli standard concordati sul piano internazionale, dei concetti e degli impegni assunti come il diritto al cibo per tutti.
Conclusioni
Lo smantellamento progressivo degli ostacoli tariffari e non tariffari al commercio è importante per migliorare e garantire a lungo termine i rapporti con i mercati europeo e internazionale e per essere pronti ad affrontare le sfide del futuro. I negoziati per un accordo di libero scambio USA-UE, in particolare, mostrano che, oltre agli accordi bilaterali e multilaterali stipulati dalla Svizzera, anche trattati internazionali tra Stati terzi possono avere ripercussioni economiche notevoli sul nostro Paese. Bisogna pertanto analizzare costantemente la situazione del commercio estero e della politica dello sviluppo e integrarne le considerazioni nell'evoluzione delle condizioni quadro politiche. Per preparare l'agricoltura e la filiera alimentare svizzere all'abolizione delle restrizioni commerciali è necessario potenziarne la competitività. La Svizzera viene sollecitata in questo senso anche nel contesto di organizzazioni internazionali come l'OMC o l'OCSE. Quest'ultima, ad esempio, ritiene che un miglioramento dell'integrazione del mercato agricolo elvetico nelle catene internazionali del valore offrirebbe alla Svizzera un'opportunità per posizionarsi. Considerato, però, il livello tuttora elevato dei pagamenti diretti, l'OCSE descrive l'agricoltura svizzera come