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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 15 _____________________________________________________________________________________

Vi è inoltre il rischio che una corsa agli armamenti nucleari in Medio Oriente possa quanto meno compromettere, se non portare al collasso, l’intero regime globale volto a impedire la proliferazione delle armi di distruzione di massa, la quale è, in qualsiasi caso, dannosa per la Svizzera.

2.1.5 Ulteriore evoluzione del carattere dei conflitti

La situazione in materia di politica di sicurezza è in costante mutamento, come pure il modo in cui vengono condotti i conflitti armati. Il carattere dei conflitti è profondamente cambiato, come confermano i conflitti armati scoppiati di recente in Europa.

Forma dei conflitti armati mutata, ma non completamente nuova

I conflitti armati sono sempre più caratterizzati dall’impiego coordinato di forze e mezzi militari, politici, economici e anche criminali unitamente ad armi e tecnologie moderne, in particolare nell’ambito delle comunicazioni e nel settore «cyber». In tale contesto, la propaganda e la disinformazione svolgono un ruolo centrale e risulta particolarmente importante la stretta interazione tra forze regolari e irregolari. Spesso le forze irregolari sono sostenute dagli Stati e agiscono nell’interesse o addirittura su mandato di un determinato Paese senza che quest’ultimo debba ammetterlo. Questo tipo di guerra – spesso definita guerra ibrida – viene applicato in vari ambiti e settori: sui campi di battaglia, dove si combatte, tra la popolazione civile, per suscitare simpatie e trovare sostegno, nonché all’interno della comunità internazionale, dove si cercano appoggi politici ed economici. Gli Stati possono condurre una guerra di questo genere soprattutto quando si tratta di eludere il diritto internazionale (in particolare il diritto all’autodifesa) o di evitare un intervento della comunità internazionale svantaggioso per l’aggressore. In determinate circostanze, in tal modo si crea anche un pretesto per un massiccio intervento militare. Questo tipo di guerra non è del tutto nuovo, ma è nuova la qualità di alcuni elementi: nuovi mezzi e canali d’informazione usati per scopi di propaganda, informazione, disinformazione e condotta; sistemi d’arma moderni e altamente efficaci che prima erano appannaggio degli eserciti regolari e che ora si trovano nelle mani di forze irregolari; impiego di forze speciali che spesso agiscono in una zona grigia del diritto internazionale; operazioni nel settore «cyber». Gli avvenimenti in Ucraina sono un esempio di questa forma di conflitto.

Conflitti armati interni e fra Stati

La disgregazione delle strutture statali e l’erosione del monopolio statale della forza favoriscono lo scoppio di conflitti armati interni e l’insorgenza di situazioni di guerra civile. Milizie locali, mercenari, bande criminali e società di sicurezza private svolgono un ruolo centrale in tale ambito. Non è possibile prevedere se la frequenza di questo tipo di scontri aumenterà ulteriormente o diminuirà nei prossimi anni. È tuttavia certo che, anche in futuro, simili conflitti saranno molto più frequenti delle guerre fra Stati, anche se queste ultime continueranno a verificarsi. I mezzi e le capacità militari tradizionali rimarranno dunque importanti. L’impiego di formazioni militari regolari anche in futuro avverrà nel quadro del combattimento interarmi. Fanteria, blindati, artiglieria, velivoli da combattimento e altri mezzi per la guerra aerea manterranno pertanto la loro importanza.

Tecnologia

Rispetto al passato, oggi tutti gli attori coinvolti nei conflitti, sia statali che non statali, hanno possibilità sostanzialmente migliori per acquisire informazioni sugli avversari ed elaborare un