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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 14 _____________________________________________________________________________________

Paesi che sono già stati teatro di un conflitto armato si registrano nuovi scontri armati entro dieci anni.

Un ulteriore fenomeno legato agli Stati fragili e ai conflitti violenti è la pirateria. Gli attacchi alle navi mercantili con dirottamento e richiesta di riscatto sono iniziati nel 2006 nel Golfo di Aden, per poi estendersi al Corno d’Africa e a vaste aree dell’Oceano Indiano. Le operazioni militari avviate nel 2009 e le misure preventive adottate sulle navi si sono subito rivelate efficaci. Il fulcro della pirateria marittima si è spostato verso la costa dell’Africa occidentale, concentrandosi soprattutto in Nigeria. In Africa, alle richieste di riscatto si aggiunge la particolare propensione alla violenza dei responsabili, che spesso uccidono o feriscono gravemente i marinai.

La Libia e lo Yemen sono un esempio della rapidità con cui l’autorità statale può sgretolarsi. In entrambi i casi, i conflitti interni e l’influenza esterna hanno rapidamente tramutato questi Stati fragili in Stati falliti («failed States»).

Ripercussioni sulla Svizzera

L’insicurezza nel Maghreb e nel Vicino e Medio Oriente e la sicurezza in Svizzera sono direttamente collegate: i conflitti nella regione in questione, l’ostilità delle organizzazioni terroristiche Al Qaeda e «Stato islamico» nei confronti dell’Occidente e l’attrazione esercitata dal jihadismo anche su persone residenti in Svizzera contribuiscono in maniera determinante al pericolo di attentati di matrice terroristica in Svizzera o contro persone e istituzioni svizzere all’estero. I piani delle organizzazioni terroristiche non sono l’unico fattore importante in quest’ambito. Anche persone che vivono in Svizzera possono infatti radicalizzarsi e agire autonomamente senza l’aiuto di tali organizzazioni e il rientro di questi jihadisti dalle zone di combattimento rappresenta un rischio con cui la Svizzera non ha ancora molta esperienza. Inoltre, l’instabilità a livello regionale provoca o favorisce i flussi di profughi e migranti, che possono essere sfruttati anche dai terroristi per entrare in incognito in Svizzera.

I cittadini e gli interessi svizzeri possono essere minacciati anche direttamente in loco. Si prevede infatti che, anche in futuro, in media le cittadine e i cittadini svizzeri viaggeranno o lavoreranno all’estero con maggiore frequenza rispetto alle cittadine e ai cittadini di altri Paesi ed è possibile che soggiornino in zone di crisi. In questo contesto, la probabilità che conflitti o atti terroristici colpiscano interessi svizzeri è piuttosto casuale, ma, in quanto Stato occidentale, negli ambienti jihadisti la Svizzera viene percepita come parte dell’immagine generale del nemico. In particolare nelle zone di conflitto dell’area islamica, le cittadine e i cittadini svizzeri possono essere in qualsiasi momento vittime di rapimenti o atti terroristici6. Sono inoltre sempre di più le rappresentanze diplomatiche svizzere all’estero che si trovano ad affrontare una situazione difficile in materia di sicurezza, tanto che negli ultimi anni è stato necessario rafforzare le misure di sicurezza in diverse ambasciate. Oltre alle catastrofi naturali o tecnologiche, i conflitti violenti possono altresì provocare, anche a breve termine, evacuazioni su larga scala di cittadine e cittadini svizzeri.

L’instabilità nell’area e, in alcune zone, il deteriorarsi del sostegno alle élite politiche comportano rischi anche per vie di trasporto importanti dal punto di vista economico, alcune delle quali attraversano la regione (canale di Suez, stretto di Aden, stretto di Hormuz), e per la produzione petrolifera, sebbene la dipendenza dell’Occidente dal petrolio arabo sia diminuita.

6 Dall’inizio del decennio in corso è stato registrato un brusco aumento dei rapimenti di matrice terroristica, una dozzina dei quali ha interessato la Svizzera. Un attentato come quello di Luxor (Egitto) del 1997, in cui hanno perso la vita 36 turisti svizzeri, rappresenta un’eccezione in termini di portata, ma continuano comunque a verificarsi casi di cittadine e cittadini svizzeri uccisi o feriti in attentati terroristici.