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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 16 _____________________________________________________________________________________
quadro della situazione. In alcuni ambiti, tra cui in particolare il cyberspazio, i confini nazionali e le distanze sono ormai praticamente irrilevanti, mentre in altri continua a essere necessaria la presenza fisica in loco. Le distanze sono meno importanti anche per quanto riguarda le armi e, ancora una volta, ciò vale in particolare per il cyberspazio. I cyberattacchi possono essere sferrati a supporto di operazioni militari oppure indipendentemente da queste ultime. Si presume che, in futuro, praticamente tutte le parti in conflitto, siano essere grandi, piccole, statali o non statali, agiranno in maniera aggressiva nel cyberspazio. In seguito alla maggiore importanza assunta dal cyberspazio, la Svizzera può essere interessata da conflitti armati anche attraverso l’abuso o il danneggiamento di infrastrutture di informazione e comunicazione sul suo territorio da parte di attori stranieri coinvolti in tali conflitti. Inoltre, eventuali limitazioni del funzionamento di simili infrastrutture all’estero possono avere conseguenze dirette sulla Svizzera.
L’importanza delle distanze diminuisce anche per quanto concerne la proiezione della forza fisica, sebbene in misura molto minore. In seguito alla diffusione di vettori a lunga gittata, in particolare missili balistici e missili da crociera, sono sempre più numerosi gli Stati in grado di condurre operazioni militari a distanza di migliaia di chilometri. Un particolare tipo di proiezione globale della forza è l’impiego di droni, spesso stazionati in loco e teleguidati direttamente dal Paese d’origine, per la ricognizione e il combattimento degli obiettivi. Finora soltanto gli USA dispongono di tale capacità, ma in futuro aumenterà il numero degli attori in grado di impiegare la forza in questo modo a livello globale. Tuttavia, le possibilità di proiezione della forza fisica da parte di attori non statali rimarranno inferiori rispetto a quelle degli Stati. Per poter usare la forza in regioni lontane, gli attori non statali dovranno spesso limitarsi a infiltrare o reclutare combattenti sul posto, una procedura facilitata dalla mobilità e dall’interconnessione a livello mondiale.
Ripercussioni sulla Svizzera
Le probabilità che la stessa Svizzera – anche in seguito al cambiamento delle circostanze di svolgimento dei conflitti – possa essere in un prossimo futuro coinvolta in un conflitto armato7 è aumentata, ma rimane comunque esigua. L’evoluzione del carattere dei conflitti influenza tuttavia la Svizzera, la sua politica di sicurezza e i relativi strumenti di attuazione: le nuove realtà comportano infatti anche un mutamento delle esigenze da soddisfare per quanto concerne l’orientamento e l’efficienza dei propri strumenti di politica di sicurezza affinché questi ultimi rimangano efficaci.
I cambiamenti nelle modalità di svolgimento dei conflitti riguardano soprattutto l’esercito, le cui capacità non devono essere definite in base ai conflitti passati bensì in funzione del carattere dei conflitti attuali e di quello che probabilmente assumeranno i conflitti futuri.
Come parte di tale adeguamento è stata valutata la necessità di rivedere la nozione di attacco armato (e pertanto anche di compito di difesa dell’esercito) alla luce della coesistenza di due tipi di guerra: convenzionale e non convenzionale. La questione è stata chiarita sulla base del quadro costituzionale e legale vigente e i relativi risultati sono stati riassunti nel capitolo 4.3 del presente rapporto. In sostanza, la conclusione a cui si è giunti è che, a determinate condizioni, si può parlare di attacco armato anche quando quest’ultimo è imputabile a gruppi non statali e si
7 Per conflitto armato si intende in questa sede una situazione in cui la Svizzera deve difendersi poiché l’entità della minaccia (intensità, estensione) ha raggiunto proporzioni tali da minacciare l’integrità territoriale, l’intera popolazione o l’esercizio del potere statale e per la difesa è pertanto necessario l’impiego dell’esercito. Questa interpretazione della nozione di difesa riguarda solo ed esclusivamente una definizione ai sensi della Costituzione federale e, pertanto, la questione interna dell’attribuzione della competenza in caso di grave minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera. Sono fatte salve la definizione di difesa contemplata dallo Statuto delle Nazioni Unite e quella di conflitto armato ai sensi del diritto internazionale pubblico.