Progetto

Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

Fedlex · Progetto · Pagina 19Fedlex · Progetto

Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 19 _____________________________________________________________________________________

Tuttavia, per raggiungere tali scopi, oltre a mezzi tradizionali come l’impiego di spie vengono sempre più utilizzate le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Queste comprendono tra l’altro l’infiltrazione nelle reti informatiche, la manipolazione dei telefoni cellulari delle persone da spiare in modo da intercettarne le conversazioni o la conduzione di indagini illegali tramite Internet. Per poter accedere a dati e informazioni confidenziali, i servizi informazioni e le aziende incaricano non solo agenzie private che operano in ambito commerciale (agenzie di investigazione, società di consulenza), ma anche hacker.

Un altro fenomeno recente e in crescita è rappresentato dall’offerta (commerciale) di informazioni, alla quale in alcuni casi corrisponde un vero e proprio mercato. La soglia di inibizione in quest’ambito si è abbassata sia tra i potenziali fornitori delle informazioni sia tra i potenziali interessati. Inoltre, gli Stati stessi non sembrano essere particolarmente disturbati dal fatto di ottenere in modo fondamentalmente illegale dei dati (rubati).

In passato, per poter svolgere attività di spionaggio, gli agenti segreti dovevano recarsi personalmente in Svizzera o reclutare cittadine e cittadini svizzeri all’estero, il che comportava, in una certa misura, anche il rischio di essere arrestati. Negli ultimi anni, invece, la situazione è notevolmente cambiata. Lo spionaggio tradizionale rimane importante, ma, grazie all’interconnessione delle reti informatiche, oggi è possibile accedere elettronicamente alle informazioni senza mai mettere piede sul territorio dello Stato in cui si trova l’obiettivo designato. Anche Stati più piccoli o organizzazioni possono spiare in questo modo i loro concorrenti economici oppure gli avversari politici. Per sferrare attacchi mirati si ricorre soprattutto a software dannosi (malware), che vengono inviati alle vittime prescelte.

Mediante attacchi mirati è anche possibile interferire con i sistemi di controllo per generare operazioni imprevedibili, per esempio negli impianti di produzione o nelle infrastrutture critiche, e sabotare in questo modo sistemi critici. Come riscontrato in diverse occasioni, spesso tali attacchi sono accompagnati dal tradizionale impiego di agenti segreti e di tecniche di spionaggio. Un’ulteriore minaccia, ancora poco studiata, è inoltre rappresentata dalla possibilità che software dannosi distruggano irreversibilmente le informazioni (problema per la cui risoluzione può essere eventualmente utile una buona strategia di backup) oppure le falsifichino in maniera subdola (il che è molto più difficile da scoprire).

Un’altra forma di cyberattacco è la manipolazione di informazioni, per esempio introducendosi nei siti Internet di Governi, media o aziende mediante operazioni di pirateria informatica (hackeraggio). La diffusione di messaggi diffamatori o l’interruzione dei servizi possono danneggiare la reputazione e influenzare l’opinione pubblica. Attraverso i social media è infatti possibile trasmettere con un dispendio minimo e in modo particolarmente rapido qualsiasi tipo di messaggio, anche a scopo di manipolazione e diffamazione.

Manipolazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte di Stati leader in campo tecnologico

Grazie all’interconnessione informatica di pressoché tutte le banche dati e di tutti i sistemi tecnici di controllo nonché, in particolare, alla concentrazione dello sviluppo tecnico dei componenti di rete nelle mani di poche aziende, per alcuni Stati leader in campo tecnologico è ora possibile intervenire ancora più in profondità con azioni che spaziano dalla manipolazione degli impianti di controllo industriale fino a una sorveglianza delle comunicazioni praticamente a livello mondiale.

Determinati Stati sono in grado di intervenire sulla fabbricazione di hardware e software. Accedendo alla programmazione – e in particolare intervenendo sugli aggiornamenti dei componenti di rete e dei sistemi operativi oppure tramite l’indebolimento artificiale dei sistemi di crittografia – possono infatti introdursi direttamente nei sistemi. Ciò significa che i potenziali hacker non devono più superare ostacoli o firewall per accedere alle reti, ma si trovano già