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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 23 _____________________________________________________________________________________

forma tradizionale si scontra con un ampio rifiuto da parte della nostra società e la strategia dei movimenti di quest’area, volta a realizzare i propri obiettivi all’interno del sistema politico, è fallita. Essendo l’estrema destra in calo dal punto di vista numerico, nonché costretta a mantenere un basso profilo, al momento non si delinea nessuna nuova strategia. Se la situazione rimarrà invariata, sono da prevedere soltanto casi sporadici di violenza diffusa da parte di estremisti violenti di destra.

Gli estremisti di destra e di sinistra tenteranno tuttavia di trarre vantaggio dai temi di attualità ed entrambi gli schieramenti potrebbero ricevere nuovi impulsi soprattutto dai movimenti affini esistenti nei Paesi limitrofi. I militanti dell’area dell’estremismo di sinistra potrebbero eventualmente tentare di convincere estremisti stranieri a compiere attentati contro interessi svizzeri nel nostro Paese o all’estero. Per quanto riguarda l’estremismo di sinistra occorre prevedere un movimento non più fondato sul marxismo-leninismo ma piuttosto orientato all’anarchismo, che potrebbe trovare una nuova piattaforma di lancio nel quadro delle controversie sull’uso e sullo sviluppo dello spazio urbano. Già oggi in quest’ambito esistono gruppi di estrema sinistra che sfruttano ogni occasione propizia e agiscono come catalizzatori di violenza, mettendo continuamente a dura prova le forze dell’ordine nelle principali città.

2.2.3 Attacco armato

Le esperienze degli anni passati hanno dimostrato che l’uso o la minaccia della forza militare per imporre interessi politici ed economici sono ancora una realtà, sia a livello mondiale sia in Europa. In tale ambito si osservano diversi modi di procedere, dall’uso tradizionale della forza militare fino alla guerra non convenzionale o ibrida, in cui vengono impiegati anche altri mezzi oltre agli eserciti regolari o al posto di questi ultimi. Tali mezzi comprendono per esempio forze speciali senza insegne di riconoscimento che ne indichino l’appartenenza, appoggio segreto a gruppi di ribelli con mercenari, armi, informazioni e mezzi finanziari nonché pressione economica e disinformazione per mascherare le proprie attività, denigrare la controparte e garantirsi un maggior sostegno a livello politico. Un eventuale avversario può raggiungere i propri obiettivi anche compromettendo le infrastrutture critiche fondamentali per la gestione dello Stato, i processi economici e la vita sociale. Un attacco di questo tipo non mira soltanto a colpire l’integrità del territorio dello Stato, ma anche a compromettere direttamente il normale funzionamento del Paese e delle sue istituzioni fino a minare la sovranità nazionale e la coesione sociale11.

Nonostante in Europa si sia registrato un certo calo, anche nell’ambito delle armi convenzionali esistono ancora potenziali considerevoli, che in parte sono stati ulteriormente ampliati. A ciò si aggiunge il fatto che anche terroristi e altri attori non statali potrebbero entrare in possesso di mezzi militari che finora erano appannaggio esclusivo degli Stati.

Sforzi della Russia per rinnovare le proprie forze armate

La NATO continua a svolgere un ruolo importante nei piani militari della Russia. Le forze armate russe si esercitano regolarmente a combattere contro la NATO in conflitti locali in prossimità della frontiera russa. Dopo la fine della Guerra fredda le forze armate russe hanno subito in breve tempo un declino senza precedenti, nel cui ambito il settore delle forze nucleari strategiche è stato il meno colpito. Il trend si sta tuttavia invertendo e la Russia sta compiendo notevoli sforzi per rinnovare le proprie forze armate.

11 Per una trattazione più dettagliata del mutamento delle forme di attacco armato e delle relative conseguenze sulla difesa si rimanda al capitolo 4.3 .