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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 21 _____________________________________________________________________________________

(per es. preparazione di atti terroristici, proliferazione di armi pericolose) oppure che disponga di informazioni potenzialmente interessanti;

 le università e i centri di ricerca pubblici o privati svizzeri possono rappresentare obiettivi

allettanti per aziende e servizi informazioni esteri a causa dei loro standard elevati e delle conoscenze scientifiche interessanti sotto il profilo economico;

 gli oppositori di regime e i dissidenti stranieri che si trovano in Svizzera possono essere

sorvegliati dai rispettivi Stati d’origine.

2.2.2 Terrorismo ed estremismo violento

Anche se negli ultimi anni la Svizzera non è stata oggetto di attentati, il terrorismo e l’estremismo violento continuano a minacciare la sicurezza del Paese. È possibile che il terrorismo di matrice jihadista, che attualmente risulta essere la minaccia più grave, rimanga anche nei prossimi anni la forma più aggressiva di terrorismo e di estremismo violento, ma un potenziale in tal senso esiste anche in altri ambiti e potrebbe concretizzarsi entro breve tempo (terrorismo ed estremismo violento di matrice etno-nazionalista oppure di estrema destra o estrema sinistra).

La motivazione e gli obiettivi dei gruppi terroristici e legati all’estremismo violento sono di carattere politico: oltre all’estremismo di sinistra e di destra, nei prossimi dieci anni saranno ancora in primo piano anche il terrorismo e l’estremismo violento di matrice jihadista ed etnonazionalista. È inoltre possibile che ad essi si aggiungano, in misura sempre maggiore, gruppi o singole persone con motivazioni e obiettivi legati a un aspetto specifico o personali (problemi psichici). A tale proposito occorre tenere conto del fatto che il passaggio dall’estremismo politico all’estremismo violento avviene soltanto in rari casi e dipende comunque da fattori individuali.

Eventuali atti terroristici sul territorio svizzero potrebbero essere compiuti non solo da terroristi stranieri, ma anche da persone cresciute in Svizzera (terrorismo endogeno). Il terrorismo promosso o controllato dagli Stati è invece in calo dalla fine della Guerra fredda. È anche possibile che gruppi terroristici o legati all’estremismo violento provenienti dall’estero utilizzino la Svizzera come base (per la propaganda, il reclutamento, la logistica e il finanziamento), il che può generare una pressione politica da parte di altri Paesi oppure l’adozione di contromisure dirette che violano la sovranità dello Stato, per esempio lo spionaggio.

Grazie a Internet, ora tutti i gruppi terroristici e legati all’estremismo violento dispongono di nuove possibilità sia per la propaganda sia per creare reti segrete. Ciò favorisce la radicalizzazione di singoli individui, che in futuro potrebbero agire autonomamente, come pure la partecipazione alla pianificazione di attacchi terroristici oltre i confini nazionali.

Sviluppi e conflitti all’estero come fattori trainanti

Anche in Svizzera sono presenti gruppi terroristici stranieri. La strategia e le azioni di questi gruppi sono dettate principalmente dalla situazione che si riscontra nelle rispettive zone di combattimento, ma possono anche essere influenzate da fatti accaduti in Svizzera (manifestazioni, dibattiti politici).

La situazione in Siria e in Iraq ha consentito all’organizzazione terroristica «Stato islamico» di affermarsi come forza determinante in una vasta area e di sfidare Al Qaeda, l’organizzazione che finora era stata a capo del terrorismo internazionale di matrice jihadista. A metà del 2014 la concorrenza tra questi due movimenti ha determinato un ulteriore aumento della minaccia terroristica nel mondo occidentale, portando anche – almeno indirettamente, ovvero anche senza