Progetto

Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

Fedlex · Progetto · Pagina 25Fedlex · Progetto

Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 25 _____________________________________________________________________________________

L’efficienza militare, anche per gli impieghi nelle zone di crisi, risulta migliorata grazie a diversi programmi di modernizzazione e soprattutto agli sviluppi nell’ambito della guerra aerea. Una stretta interconnessione tra i sistemi di condotta, di ricognizione e d’arma, unita all’aumento dell’efficacia delle armi, consente di ridurre il numero di sistemi mantenendo invariate le prestazioni. Negli ultimi anni sono stati compiuti notevoli progressi nel campo della ricognizione e del combattimento immediato e preciso degli obiettivi.

Nel contempo è stato tuttavia avviato un ridimensionamento quantitativo delle forze armate che è tuttora in corso e riguarda sia il personale sia il materiale. La maggior parte degli Stati della NATO ha abolito l’obbligo di prestare servizio militare, passando a eserciti professionali nettamente più piccoli. Si tratta di una riorganizzazione che penalizza soprattutto le formazioni meccanizzate pesanti e che ha pertanto ridotto notevolmente le capacità della NATO di difendersi da un attacco convenzionale in Europa. L’ingresso di nuovi Stati membri nella NATO non ha compensato tale riduzione, soprattutto perché si tratta di Paesi con forze armate in gran parte obsolete, poco potenti o addirittura insignificanti. Con il nuovo orientamento adottato dopo la Guerra fredda, nel complesso la NATO ha ridotto la propria capacità di difendere l’Europa.

In seguito all’attuale conflitto in Ucraina, al riarmo russo e alle ambizioni di Mosca in Europa, crescerà anche in Occidente la pressione per un rafforzamento della capacità di difesa. In ogni caso, l’impegno militare degli USA in Europa svolgerà anche in futuro un ruolo cruciale per la capacità di difesa della NATO e, presumibilmente, non verrà messo in discussione in maniera sostanziale.

Nell’Europa settentrionale, anche gli Stati che non aderiscono alla NATO si sentono sempre più minacciati dalla Russia. Per questo è probabile che nei prossimi anni la Finlandia e la Svezia procedano a un nuovo potenziamento della loro capacità di difesa. Una possibile adesione alla NATO è oggetto di discussione in entrambi i Paesi, ma non risulta imminente.

Probabilità di un conflitto su larga scala in Europa

Una minaccia si compone di due elementi: l’intenzione di sferrare un attacco e l’effettiva capacità di attaccare. Le intenzioni possono mutare rapidamente, soprattutto nei regimi autocratici, nei quali le decisioni possono essere prese da una ristretta cerchia di persone, mentre per sviluppare le relative capacità occorre più tempo. Se le capacità necessarie sono presenti e le intenzioni di attaccare risultano ipotizzabili o addirittura riconoscibili, i tempi di preavviso sono molto brevi.

Una situazione simile si registrava durante la Guerra fredda. Dopo la fine di quest’ultima, in Europa le tensioni nel campo della politica di sicurezza si sono allentate ed è diminuita la capacità di condurre operazioni militari su larga scala, con conseguente allungamento dei possibili tempi di preavviso in caso di conflitto militare di grandi dimensioni sul continente. Ora questa fase è passata. A livello di capacità, le forze armate russe sono sottoposte già da alcuni anni a un processo di modernizzazione e di potenziamento. Per poter competere alla pari con la NATO in tutti gli ambiti dal punto di vista militare – ossia non solo in alcuni, come per esempio le forze speciali – la Russia avrà tuttavia ancora bisogno di alcuni anni, a condizione che gli Stati occidentali non riducano ulteriormente le proprie capacità. Mutamenti ancora più significativi si registrano per quanto riguarda le possibili intenzioni: l’annessione della Crimea da parte della Russia e il conflitto armato in Ucraina hanno portato a un rapido e considerevole inasprimento delle tensioni tra la Russia e l’Occidente. Si può ancora presumere che entrambe le parti si adoperino per evitare un conflitto tra la Russia e la NATO, ma il rischio di un simile conflitto è aumentato.

Alla luce di queste tensioni e dei rischi esistenti, la Svizzera deve sempre seguire con attenzione gli sviluppi in ambito militare e in materia di politica di sicurezza in Europa nonché mantenere e