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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 30 _____________________________________________________________________________________

I maggiori problemi in tale ambito si registrano in caso di combinazione o concatenazione di diversi eventi. Come mostrano le catastrofi verificatesi negli ultimi dieci anni, le cause e gli effetti possono essere molteplici. Tempeste, inondazioni, terremoti, blocco di infrastrutture di informazione e comunicazione, incidenti in centrali nucleari oppure cyberattacchi o attacchi convenzionali possono causare interruzioni di corrente, le quali a loro volta possono provocare inquinamenti, guasti agli impianti di produzione e alle infrastrutture di approvvigionamento, trasporto e informazione, contaminazioni di generi alimentari e acqua potabile nonché – in caso di interruzioni durature – un aumento della criminalità e scontri violenti.

Catastrofi naturali più frequenti e intense

A causa del cambiamento climatico, probabilmente in Svizzera le catastrofi naturali come le inondazioni del 2005 e del 2007 diventeranno più frequenti e violente e aumenterà ulteriormente anche l’intensità delle tempeste nonché di altri eventi e fenomeni meteorologici estremi (periodi di siccità, ondate di calore e di freddo). Per quanto riguarda le catastrofi e le situazioni d’emergenza che possono colpire la Svizzera, le ondate di calore figurano tra i pericoli maggiori. Anche gli incendi boschivi causati dalle ondate di calore e dalla siccità rappresentano un pericolo che potrebbe intensificarsi ulteriormente e ripercuotersi tra l’altro sulle infrastrutture (di trasporto) e sugli insediamenti urbani. L’instabilità dei pendii, causata dal cambiamento climatico e aggravata dalle forti precipitazioni, provoca inoltre frane e colate di fango che possono a loro volta danneggiare le infrastrutture di rete (trasporti, comunicazioni, energia) sottostanti. Infine, sebbene la Svizzera presenti un’attività sismica medio-bassa, i terremoti vanno annoverati, a causa del loro potenziale di danno, tra i maggiori rischi presenti nel Paese per quanto riguarda le catastrofi naturali.

Pericoli tecnici più complessi

Grazie al rafforzamento delle misure di sicurezza, soprattutto dopo gli incidenti di Schweizerhalle e Cernobyl nel 1986 e gli incendi nelle gallerie stradali del Monte Bianco e del San Gottardo, rispettivamente nel 1999 e nel 2001, in Svizzera negli ultimi 20 anni le catastrofi tecnologiche sono diminuite. Per il monitoraggio di impianti nucleari e dighe esiste oggi un buon sistema di preallarme e di allarme. Tuttavia, come nel caso delle catastrofi naturali, anche per questo tipo di eventi la forte urbanizzazione e l’elevata densità di sfruttamento hanno determinato un aumento dei potenziali danni. Eventuali interruzioni del funzionamento di settori infrastrutturali critici (per es. energia, trasporti, tecnologie dell’informazione e della comunicazione) possono essere nel contempo causa e conseguenza di catastrofi naturali e sociali. Inoltre, simili interruzioni possono provocare difficoltà nell’approvvigionamento di altri beni e servizi vitali, dando così luogo a situazioni d’emergenza. L’approvvigionamento di elettricità è particolarmente importante in tale contesto. Le interruzioni di corrente, il blocco delle infrastrutture di informazione e comunicazione o anche gli incidenti aerei figurano tra i rischi maggiori in materia di catastrofi e situazioni d’emergenza.

Pericoli sociali latenti

In Svizzera le catastrofi sociali sono piuttosto rare, ma possono avere ripercussioni complesse e vaste. In quest’ambito, una penuria di energia elettrica su larga scala della durata di diverse settimane costituisce pertanto il rischio maggiore per la Svizzera, che è tuttavia esposta anche alla propagazione transfrontaliera di malattie infettive ad ampia diffusione – nonostante gli elevati standard igienici – a causa della sua notevole interconnessione con altre società. In base alle esperienze raccolte con le pandemie d’influenza e con la SARS, occorre aspettarsi la