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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 31 _____________________________________________________________________________________

diffusione di pandemie di varia gravità. Non è però possibile prevedere quando e dove avrà origine la prossima pandemia, con quale velocità si propagherà e quale sarà la sua gravità. Le ultime pandemie (influenza spagnola nel 1918, influenza asiatica nel 1957, influenza di Hong Kong nel 1968 e pandemia di H1N1 nel 1977 e nel 2009) hanno evidenziato un livello di gravità in tendenziale diminuzione, ma ciò non consente di fare previsioni. Una grave pandemia può scoppiare in qualsiasi momento e avere serie ripercussioni sulla società. Per questo anche tale eventualità va annoverata tra i rischi più significativi per la Svizzera nel campo delle catastrofi e delle situazioni d’emergenza. La rapida propagazione del virus MERS nel Vicino Oriente e in Corea del Sud conferma ulteriormente tale valutazione. Oltre all’onere considerevole per il sistema sanitario, eventuali limitazioni del funzionamento di infrastrutture e servizi pubblici (polizia, pompieri, trasporti, infrastrutture di informazione e comunicazione) o il loro collasso possono anche avere ripercussioni sull’intera società e sull’economia. Un notevole potenziale di danno si riscontra inoltre non solo nelle pandemie che minacciano direttamente l’essere umano, ma anche in quelle che si propagano tra gli animali (epizoozie).

2.2.7 Conclusione

Dal punto di vista della politica di sicurezza, negli ultimi cinque anni sono stati registrati sviluppi significativi che rivestono un’importanza fondamentale per la sicurezza della Svizzera. Tra questi, i principali sono il rapporto tra Est e Ovest in Europa, la minaccia terroristica di matrice jihadista e i rischi nel cyberspazio.

Lo sviluppo più inatteso è stato il primo di quelli sopraelencati. Il rapporto tra l’Occidente e la Russia si è infatti deteriorato in maniera importante e duratura in seguito alla situazione in Ucraina. Il comportamento della Russia in Crimea e nell’Ucraina orientale ha inoltre dato vita a una nuova realtà nel campo della politica di sicurezza, poiché è emersa una volontà di modificare con la forza confini internazionalmente riconosciuti e di annettere nuovi territori contravvenendo alle norme del diritto internazionale pubblico. Ciò crea preoccupazione, in quanto sono state violate regole elementari e fondamentali per la sicurezza che si credeva fossero ormai ben consolidate in Europa. Se, da un lato, la probabilità che la Svizzera stessa sia direttamente oggetto di un attacco armato o venga coinvolta in una simile azione rimane esigua, dall’altro sono aumentate le possibilità di un conflitto militare in Europa e nella sua periferia con conseguenze anche per la Svizzera. Rispetto a quanto avveniva nel periodo successivo alla fine della Guerra fredda, nell’ambito della politica di sicurezza in Europa si torna pertanto ad attribuire un’importanza maggiore al tema della capacità di difesa. Anche la Svizzera deve adeguarsi a questa nuova situazione e ha già avviato passi notevoli in tale direzione migliorando la prontezza, l’equipaggiamento e l’istruzione militari nell’ambito dell’ulteriore sviluppo dell’esercito.

Il terrorismo è già da tempo una delle minacce più concrete e pericolose anche per la Svizzera, ma negli ultimi anni la minaccia rappresentata dal terrorismo di matrice jihadista è cresciuta ulteriormente. Una delle cause di tale incremento va ricercata negli sviluppi registrati nelle regioni di crisi come la Siria, l’Iraq o la Libia, dove si sono formati nuovi focolai e centri operativi su larga scala del terrorismo jihadista e – soprattutto con l’ascesa dell’organizzazione terroristica «Stato islamico» – il terrorismo ha assunto una forma e una dimensione nuove. Inoltre, in seguito a questa evoluzione sul piano regionale e al potere di persuasione della propaganda terroristica, è notevolmente aumentato il numero di jihadisti e di potenziali terroristi provenienti da Paesi europei che si recano nelle zone di conflitto e che ora rappresentano anche in Europa un grave problema per la sicurezza. La Svizzera non è risparmiata da questi sviluppi e, pur avendo il vantaggio di offrire al terrorismo islamico meno terreno fertile e meno punti deboli grazie alle proprie condizioni sociali e a un’esposizione meno controversa in politica estera, deve a sua volta prepararsi ad affrontare la minaccia forte e persistente del terrorismo di