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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 26 _____________________________________________________________________________________

sviluppare ulteriormente le capacità critiche per la difesa, anche quando vi è solo un’esigua probabilità che sul continente scoppi un conflitto armato su larga scala e che quest’ultimo coinvolga militarmente la Svizzera. L’ulteriore sviluppo dell’esercito è in linea con l’evoluzione della situazione in Europa. Nel complesso è possibile affermare che una minaccia diretta di attacco armato contro la Svizzera – in forma tradizionale o non convenzionale – è poco probabile nei prossimi anni. Non risulta infatti che vi siano Stati o gruppi che abbiano sia le capacità necessarie per attaccare la Svizzera con mezzi militari sia l’intenzione di farlo.

Aumento dei potenziali attori per un attacco armato da Paesi extraeuropei

Un eventuale attacco contro la Svizzera potrebbe anche essere sferrato a partire da Paesi extraeuropei molto lontani, in particolare ricorrendo all’impiego di missili balistici o di missili da crociera, oltre che al settore «cyber». Attualmente gli Stati in grado di sferrare simili attacchi sono pochi e in nessuno di essi si riscontra o si prevede un’intenzione in tal senso. Questo tipo di armi sarà tuttavia sempre più diffuso a livello mondiale. Entro il 2025 si prevede un aumento degli attori statali in grado di attaccare obiettivi in Svizzera da grandi distanze. È comunque praticamente escluso che la Svizzera possa essere considerata un obiettivo prioritario, anche perché non interviene militarmente nei conflitti internazionali. Un attacco contro la Svizzera con armi a lunga gittata nei prossimi anni è pertanto ritenuto improbabile. Visto l’elevato numero di potenziali attori e considerata l’imprevedibilità della dinamica delle crisi internazionali, le previsioni in quest’ambito sono però caratterizzate da maggiori incertezze rispetto a quelle relative all’eventualità di conflitti militari su larga scala in Europa. La crisi libica degli anni 2008-2010 ha dimostrato come uno Stato possa adottare misure drastiche nei confronti della Svizzera senza annunciarle con largo anticipo. Se un attore di questo tipo dispone di armi a lunga gittata, è in grado di minacciare e ricattare la Svizzera anche con mezzi militari utilizzando al contempo armi tradizionali e non convenzionali come i cyberattacchi contro infrastrutture critiche (per es. sistema finanziario, approvvigionamento energetico) o i ricatti con mezzi economici (per es. manipolazione di flussi di merci e finanziari).

2.2.4 Criminalità

Nel complesso, il numero di atti criminali commessi in Svizzera è stabile da molto tempo. Negli scorsi anni sono tuttavia notevolmente aumentati in particolare i reati contro il patrimonio, perpetrati da gruppi mobili e ben organizzati dell’Europa orientale e sudorientale e da persone provenienti dal Maghreb. Si tratta di gruppi altamente professionali che rimangono in Svizzera per poco tempo e agiscono suddividendosi il lavoro, cambiando continuamente la loro composizione e mostrando una sempre maggiore propensione alla violenza. L’avvento di questa criminalità non mette in discussione l’esistenza e il funzionamento dello Stato, ma, oltre a provocare crimini violenti, compromette in maniera determinante il senso di sicurezza tra la popolazione e danneggia l’economia nazionale. Al momento non si prevedono miglioramenti per quanto concerne tali forme di criminalità, anche perché spesso i responsabili non solo non si trovano più in regime di carcerazione preventiva, ma sono addirittura fuori dal Paese quando, in base all’analisi delle tracce, i loro reati possono essere provati.

Anche la criminalità organizzata influisce, con le sue attività, sulla sicurezza di ogni giorno. Inoltre, con i profitti derivanti dai crimini commessi sul territorio nazionale e all’estero, può compromettere la libera concorrenza e l’indipendenza delle istituzioni dello Stato di diritto nonché la reputazione della Svizzera in quanto piazza industriale e finanziaria. Anche se finora la criminalità organizzata in Svizzera non ha assunto dimensioni tali da mettere in pericolo lo Stato, per le autorità di perseguimento penale è importante combatterla in tutte le sue forme. Al momento non vi sono comunque indizi che lascino prevedere a medio termine un sostanziale mutamento della situazione di minaccia in quest’ambito.