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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine

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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 65 _____________________________________________________________________________________

alla prevenzione dell’estremismo violento, la quale costituisce un punto prioritario nella strategia svizzera. In seno ad organizzazioni internazionali quali l’ONU, il Forum globale dell’antiterrorismo, il Consiglio d’Europa e l’OSCE, la Svizzera si impegna a favore di un approccio globale e integrativo nel quadro della prevenzione e della lotta contro il terrorismo. Quale esempio di attività di prevenzione va menzionato l’appoggio fornito al Global Community Engagement and Resilience Fund, con sede a Ginevra. Tale istituzione concentra i suoi sforzi su misure che possono essere adottate a livello di società civile e in ambito economico, costituendo pertanto un’importante interfaccia tra la cooperazione allo sviluppo, la prevenzione dei conflitti e il promovimento della pace. Nella prevenzione del terrorismo svolge un ruolo di rilievo anche l’impegno a favore di regolamentazioni per quanto possibile vincolanti in materia di esportazione di armi, disarmo e non proliferazione di armi di distruzione di massa, atte a impedire che armi finiscano nelle mani sbagliate. La partecipazione a organi e discussioni internazionali in Svizzera e all’estero consente di acquisire e scambiare nel quadro della politica estera conoscenze ed esperienze possibilmente utili alla lotta al terrorismo a livello nazionale. A favore dei cittadini svizzeri all’estero, il DFAE ha adottato misure volte a consentire l’informazione sui rischi in materia di terrorismo. Il Dipartimento allestisce inoltre «consigli di viaggio» per quasi tutti i Paesi del globo. Le attività di sensibilizzazione della popolazione e dell’economia svizzere al rischio di rapimenti a opera di terroristi sono state rafforzate. Il DFAE ha adeguato le proprie strutture in vista di una gestione ottimale di rapimenti di cittadini svizzeri a opera di terroristi e di attentati terroristici con vittime svizzere. Per non incentivare attività terroristiche, la Svizzera continuerà ad attenersi al principio di non versare somme di riscatto. La promozione civile della pace e la cooperazione allo sviluppo contribuiscono a prevenire il terrorismo e l’estremismo violento mediante la stabilizzazione delle regioni di conflitto e lo sviluppo di strutture statali funzionanti.

Il Servizio delle attività informative ha il compito, da un lato, di osservare e analizzare gli sviluppi in materia di terrorismo e di estremismo violento in Svizzera e all’estero e, dall’altro, di identificare persone e organizzazioni sospette e potenzialmente pericolose, per individuare tempestivamente piani di attentati e sventarne la realizzazione. A tal fine, coopera strettamente con fedpol, le polizie cantonali e servizi partner all’estero. Inoltre, si adopera per individuare tempestivamente tentativi di proliferazione di armi di distruzione di massa. Sempre nel quadro delle attività di prevenzione, a partire dal 2011 è stato rafforzato il monitoraggio della presenza jihadista in Internet, volto a identificare tempestivamente soggetti in fase di radicalizzazione. Se rileva possibili reati connessi con attività terroristiche o di estremismo violento, il Servizio delle attività informative inoltra le relative informazioni alle autorità di perseguimento penale.

Anche nel settore della polizia sono adottate numerose misure volte a sventare reati di stampo terroristico e di estremismo violento. Nella sfera di competenza delle autorità federali, tale gamma di misure comprende lo scambio di informazioni operative e la segnalazione di persone a livello nazionale e internazionale, segnatamente tramite Europol, Interpol, il Police Working Group on Terrorism europeo e il Sistema d’informazione Schengen. In presenza di sospetti concreti di attività terroristiche o di estremismo violento, fedpol esegue sulla base, tra l’altro, di indicazioni del Servizio delle attività informative, indagini e analisi operative, segnatamente anche in Internet, ad esempio riguardo ad attività di matrice jihadista. Compito di fedpol è identificare organizzazioni criminali (terroristiche) ai sensi dell’articolo 260terdel Codice penale svizzero. Nel quadro di indagini condotte dal Ministero pubblico della Confederazione, fedpol raccoglie prove a carico di soggetti che appoggiano tali organizzazioni, affinché non possano portare a termine preparativi di stampo terroristico e siano perseguiti penalmente. Nella legge federale del 12 dicembre 2014 che vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni associate, in vigore da inizio 2015, le relative fattispecie sono state completate e precisate e le competenze in materia di perseguimento penale sono state attribuite alle autorità federali. Nei confronti di stranieri che pregiudicano la sicurezza interna o esterna del Paese, fedpol ha inoltre la facoltà – tra l’altro, anche su richiesta del Servizio delle attività informative

– di disporre l’espulsione e di vietare l’entrata in Svizzera. Può inoltre sequestrare o confiscare