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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 68 _____________________________________________________________________________________
coordinare l’aiuto internazionale a favore del Paese. Nel caso in cui cittadini svizzeri fossero vittime di attentati terroristici all’estero, il DFAE coordinerebbe i necessari lavori di supporto.
Mediante controlli alle frontiere o nelle aree di confine, l’amministrazione delle dogane può, sulla base di indicazioni concrete di autorità partner, ricercare e trattenere provvisoriamente soggetti oppure informare le autorità sui loro spostamenti. Oggetti pericolosi, contanti o materiale di propaganda rinvenuti nel corso dei controlli sono sequestrati e trasmessi alle autorità di perseguimento penale competenti.
4.3 Attacco armato
Prevenzione
A livello di politica estera sono forniti contributi alla risoluzione pacifica di conflitti. Numerose componenti della politica estera contribuiscono, direttamente o indirettamente, alla prevenzione di conflitti: la promozione civile della pace, gli sforzi profusi in seno all’ONU e all’OSCE, la collaborazione con la NATO e l’UE e la cooperazione allo sviluppo. I contributi di carattere preventivo della politica estera comprendono inoltre gli sforzi volti all’elaborazione e all’applicazione di trattati internazionali in cui sono disciplinati, soggetti a limitazioni o vietati lo sviluppo, la detenzione, l’impiego e il trasferimento di determinate categorie di armi. Tra quest’ultime figurano in particolare sistemi d’arma a forte impatto sulla popolazione civile, anche per un lungo periodo dopo il termine di un conflitto armato, quali le mine antiuomo o le munizioni a grappolo.
Sussidiariamente agli strumenti di sicurezza civili, l’esercito può contribuire ad arginare tempestivamente le minacce impedendo che assumano dimensioni tali da pregiudicare l’integrità territoriale, l’intera popolazione o l’esercizio del potere dello Stato. Può inoltre contenere un avversario, impedendo un’escalation della violenza, e contribuire alla protezione di infrastrutture critiche. Anche il promovimento militare della pace svolge un ruolo preventivo contribuendo alla stabilizzazione delle regioni di conflitto e contenendo i rischi di allargamento dei conflitti armati. Le minacce e le conseguenti esigenze poste all’esercito evolvono nel tempo. Anche l’Esercito svizzero deve costantemente adattarsi all’evoluzione delle forme di conflitto e della situazione in materia di politica di sicurezza. L’efficacia delle capacità disponibili deve essere regolarmente verificata e le lacune devono essere riconosciute e colmate per tempo.
Il Servizio delle attività informative segue e analizza in permanenza l’evoluzione a livello di politica di sicurezza e in ambito militare, mirando ad anticiparla. Un deterioramento della situazione in materia di politica di sicurezza deve essere individuato al più presto affinché rimanga a disposizione tempo sufficiente per adeguare gli strumenti di politica di sicurezza. Ciò vale anche per un conflitto militare di grandi dimensioni in Europa con possibili ripercussioni anche sulla Svizzera. Il Servizio delle attività informative valuta pure le oscillazioni dei corrispondenti tempi di preallarme. Inoltre, segue gli sviluppi della proliferazione di armi di distruzione di massa e dei relativi programmi e valuta le conseguenti minacce per il Paese. Il Servizio delle attività informative appoggia la politica economica e l’amministrazione delle dogane negli sforzi volti a individuare e a impedire le esportazioni illegali. A tal fine identifica e sensibilizza tempestivamente i settori minacciati della piazza industriale e del polo del sapere svizzeri.
A livello di politica economica sono adottati, per mezzo dell’approvvigionamento economico del Paese, provvedimenti preparatori in vista di grandi e durature perturbazioni dell’approvvigionamento, che si verificherebbero inevitabilmente in caso di conflitto armato in Svizzera o nel suo contesto immediato. Con il ricorso a controlli delle esportazioni e a sanzioni, la politica economica consente inoltre di impedire che sistemi d’arma o componenti di armi giungano a destinatari finali indesiderati o che beni a duplice impiego siano utilizzati per la produzione di armi di distruzione di massa e di altre armi.