Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/29: Modifica della LAVS (Modernizzazione della vigilanza nel 1° pilastro e sua ottimizzazione nel 2° pilastro della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità · 82 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 19Fedlex · Rapporto esplicativo
Vigilanza repressiva
La vigilanza repressiva ha lo scopo di ripristinare la legalità in caso di violazione delle norme. Nell’applicare gli strumenti di vigilanza repressiva occorre rispettare il principio di proporzionalità, ossia bisogna scegliere di volta in volta la misura più blanda atta a ripristinare la legalità. La LPP offre un ottimo esempio dell’attuazione di questo principio.
Nell’AVS, oltre all’ingiunzione di eliminare i difetti rilevati (art. 72 cpv. 4 LAVS), il principale strumento di vigilanza repressiva è la possibilità di chiamare i Cantoni e le associazioni fondatrici a rispondere per l’operato delle loro casse. Conformemente al principio di proporzionalità, altri strumenti di vigilanza, quali la revoca dei gerenti delle casse o l’affidamento dell’amministrazione a un commissario (art. 72 cpv. 2 e 3 LAVS), sono ammissibili unicamente in caso di gravi irregolarità. Le disposizioni legali vigenti non prevedono ulteriori strumenti di vigilanza repressiva applicabili nei casi meno gravi. Qualora una cassa, contrariamente alle direttive dell’UFAS, si rifiuti di far valere il diritto al risarcimento del danno nei confronti di un datore di lavoro, può per esempio essere opportuno procedere a un’esecuzione d’ufficio.
2 Dibattito sulla necessità d’intervento nell’ambito della vigilanza sul 1° pilastro
Le esperienze degli ultimi decenni mostrano che per principio l’esecuzione del 1° pilastro funziona bene: dal momento della sua istituzione, l’AVS non ha mai presentato alcuna falla sistemica, si è sempre riusciti ad attuare in modo rapido ed efficiente revisioni di legge sempre più complesse e si registrano molto raramente reati. Le crescenti complessità e informatizzazione del sistema pongono tuttavia nuove sfide anche per la vigilanza. Diverse analisi e constatazioni basate su metodi diversi sollevano la questione se (ed eventualmente sotto quale aspetto) sia possibile modernizzare e perfezionare ulteriormente la vigilanza attuale, al fine di rafforzare globalmente il sistema del 1° pilastro della previdenza per la vecchiaia e per i superstiti.
2.1 Prassi di vigilanza tendenzialmente reattiva
Negli ultimi decenni la prassi di vigilanza ha fatto progressi decisivi sia nell’economia privata che nell’amministrazione pubblica. Le revisioni, gli audit e i controlli, ma anche la vigilanza delle autorità federali e cantonali, vengono oggi svolti in misura sempre maggiore in base a un approccio basato sui rischi, al fine di individuare tempestivamente eventuali problemi o necessità d’intervento a livello sia strategico che operativo e poter quindi adeguare in modo mirato le verifiche e le misure in funzione di essi. Affinché gran parte dei difetti possa essere rilevata già all’interno delle unità organizzative interessate e non solo al momento della verifica da parte di un ufficio di revisione esterno, andranno istituiti e gestiti sistemi di controllo interno (SCI) che si estendano a tutti i principali processi operativi. Le normative vigenti in materia di vigilanza sulle assicurazioni sociali del 1° pilastro