Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/31: Trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi · 15 pagine
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Rapporto esplicativo
1 Punti essenziali del progetto
1.1 Situazione iniziale
1.1.1 Mandato
Le spese per la cura dei figli complementare alla famiglia e il loro trattamento fiscale possono influenzare gli incentivi allo svolgimento di un’attività lucrativa per i genitori, in particolare per le madri. Il 19 giugno 2015 nel quadro dell’iniziativa sul personale qualificato (IPQ) il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di analizzare il trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi. L’iniziativa è stata lanciata nel 2011 dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) come risposta allo sviluppo demografico e al crescente fabbisogno di forza lavoro altamente qualificata in Svizzera. Il suo obiettivo è migliorare lo sfruttamento del potenziale nazionale di persone qualificate grazie a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e alla politica dell’istruzione. L’importanza dell’iniziativa sul personale qualificato è ulteriormente aumentata dopo l’approvazione dell’iniziativa popolare «Contro l’immigrazione di massa» del 9 febbraio 2014.
Nell’analisi il DFF doveva esaminare in particolare se le spese per la cura dei figli da parte di terzi debbano essere considerate spese di conseguimento del reddito completamente deducibili o se sia necessario aumentare il tetto della deduzione fiscale attuale per eliminare i disincentivi allo svolgimento di un’attività lucrativa. Il 30 settembre 2016 il Consiglio federale ha adottato il rapporto, decidendo di prendere in futuro maggiormente in considerazione le spese per la cura dei figli da parte di terzi dal punto di vista fiscale. Il Governo ha incaricato il DFF di elaborare entro la fine di aprile del 2017 il relativo progetto da porre in consultazione.
1.1.2 Dati statistici
Nel 2013 il 60 per cento dei bambini di età compresa tra 0 e 12 anni è stato accudito da privati o presso istituzioni in modo complementare alla famiglia e alla scuola (cfr. la seguente tabella). In questo gruppo di età per il 30 per cento dei bambini viene sfruttata almeno una forma di accudimento istituzionalizzato (ad es. asili nido, doposcuola, famiglie o mamme diurne). Nel 44 per cento dei casi l’accudimento avviene esclusivamente o in maniera complementare in forma non istituzionalizzata, ovvero i bambini vengono affidati a una persona prossima (parente, conoscente, vicina di casa) o a impiegati domestici (ragazza alla pari, babysitter, governante). Indipendentemente dall’età dei bambini, l’accudimento non istituzionalizzato rimane la forma decisamente più frequente. L’età dei bambini influisce sulla durata e sul tipo di accudimento. In generale la quota di bambini accuditi in modo complementare alla famiglia è significativamente maggiore in età prescolare (74 %) rispetto all’età scolare (54 %). Di conseguenza il 26 per cento dei bambini tra 0 a 3 anni non viene accudito esternamente alla famiglia. Tale quota raggiunge il 46 per cento per i bambini tra i 4 e i 12 anni. (fonte: UFS, 2014).