Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/31: Trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi · 27 pagine
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tà di scelta sono limitate. La Frauenzentrale ZH, la CSP e la FSFM sono propense a rinunciare a un limite massimo. La CSP è del parere che solo una deduzione illimitata consenta un’imposizione secondo la capacità economica.
Fiduciari|Suisse ritiene che il limite massimo proposto sia troppo elevato poiché si rischierebbe di sovvenzionare anche soluzioni che prevedono costi eccessivi. Un limite massimo stabilito a 18 000 franchi corrisponderebbe a una media, giudicata adeguata, di 1500 franchi al mese.
Contrari
Cantoni
Per 8 Cantoni (BL, GL, GR, NW, OW, TG, VS, ZG) l’aumento previsto nella LIFD è poco opportuno e troppo poco efficiente in termini finanziari. Il massiccio aumento comporterebbe distorsioni tra i diversi modelli di vita e familiari (coniugi con reddito unico rispetto a quelli con doppio reddito, famiglie monoparentali rispetto ai coniugi con reddito unico). In tal modo il principio costituzionale dell’imposizione secondo la capacità economica non sarebbe più adeguatamente rispettato. Secondo il Cantone GR, ai coniugi con doppio reddito è già accordata una deduzione difficilmente giustificabile sotto il profilo della dogmatica fiscale, che non può essere combinata con una deduzione più elevata delle spese per la cura dei figli senza discriminare pesantemente i coniugi con reddito unico. Inoltre, le famiglie monoparentali beneficiano già della tariffa per i genitori e pagano quindi le stesse imposte delle coppie con reddito unico e con un figlio, sebbene, nel caso dei coniugi, una persona adulta in più debba vivere dello stesso reddito e quindi la capacità economica sia molto inferiore. Una maggiore deduzione per le spese della cura dei figli accentuerebbe dunque ulteriormente l’iniquità fiscale.
Si teme inoltre che sui Cantoni siano esercitate forti pressioni affinché anch’essi aumentino le deduzioni cantonali per le spese della cura dei figli da parte di terzi. Tuttavia, ciò potrebbe causare importanti perdite fiscali ai Cantoni, che si rivelerebbero assai onerose dal punto di vista finanziario per molti di essi. Inoltre potrebbero (tornare a) rinfocolarsi anche i dibattiti politici sul valore dell’accudimento dei figli all’interno della famiglia e sul relativo apprezzamento da parte della società nonché su una nuova deduzione fiscale per questo tipo di accudimento. Infine, il forte aumento comporterebbe maggiori oneri di esecuzione dal momento che, rispetto alla situazione odierna, crescerebbe notevolmente il numero di dichiarazioni fiscali da esaminare in maniera approfondita. Oggi molte dichiarazioni possono essere trattate con un dispendio limitato, poiché spesso i costi si avvicinano ai massimali attuali con ragionevole plausibilità.
Partiti
4 partiti (UDF, I Verdi, PSS, UDC) sono contrari all’aumento del limite massimo nella LIFD. Secondo l’UDC, la già dominante iniquità in materia di deduzioni fiscali per la cura dei figli verrebbe ulteriormente rafforzata e la libertà di scelta dei modelli familiari limitata. L’UDF e l’UDC constatano che la misura non consente di raggiungere le famiglie a basso reddito, poiché già oggi circa la metà di tutte le famiglie sono esonerate dall’imposta federale diretta a causa della loro situazione reddituale. In tal modo non si terrebbero in considerazione le famiglie con un reddito modesto. L’UDF auspica quindi un aumento degli assegni per i figli, che consentirebbe ai genitori una maggiore libertà di scelta tra la cura dei figli interna o esterna alla famiglia.
In caso di aumento delle possibili deduzioni fiscali, il PSS è del parere che debba essere previsto un limite massimo più basso al più tardi a partire dall’età scolastica, per impedire che le deduzioni fiscali finanzino soluzioni che prevedono costi eccessivi.
Secondo I Verdi, le deduzioni fiscali favorirebbero soprattutto i genitori con un reddito elevato. Le misure di razionalizzazione dovute alle minori entrate fiscali colpirebbero invece in