Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/31: Trattamento fiscale delle spese per la cura dei figli da parte di terzi · 27 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 13Fedlex · Rapporto sui risultati

Per il PSS questa misura consente una certa armonizzazione della politica fiscale nei Cantoni. Inoltre, le fasce di reddito medio e basso risulterebbero più sgravate.

Il pvl vorrebbe andare oltre e chiede di innalzare il limite massimo ad almeno 15 000 franchi, per consentire a un numero più elevato di nuclei familiari di dedurre i costi effettivi. Questo importo massimo dovrebbe inoltre essere progressivamente aumentato. Al fine di evitare soluzioni con costi eccessivi, sarebbe ipotizzabile, ad esempio, una riduzione adeguata dei limiti massimi rispetto ai giorni di accudimento quando il bambino è curato da terzi per meno di cinque giorni la settimana. Le donne pvl propongono una soglia minima per l’importo massimo equivalente a quella proposta per l’imposta federale diretta (32 000 franchi).

Organizzazioni

30 organizzazioni (alliance F, BPW, Caritas, CLAFV, EFS, EXPERTsuisse, FER, Frauenzentrale AR, Frauenzentrale BE, Frauenzentrale ZG, Frauenzentrale ZH, globegarden, Handelskammer beider Basel, IGM, Juristinnen Schweiz, SSIC, mws, Municipalité de Lausanne,

NGO-Koordination post Beijing Schweiz, Pro Familia, USI, USDCR, SSAA, SKF, CSP, CSA, ASL, FSFM, Travail.Suisse, Verband Frauenunternehmen) approvano la misura.

La Handelskammer beider Basel e l’USI ritengono che la definizione di una soglia minima per l’importo massimo deducibile rappresenti un’ingerenza nelle competenze dei Cantoni e dei Comuni, ma nell’ottica dell’obiettivo prioritario che il progetto si prefigge, ossia sfruttare meglio il potenziale di personale specializzato e aumentare la produttività dell’intera economia, la proposta dovrebbe essere approvata.

Anche secondo Juristinnen Schweiz, NGO-Koordination post Beijing Schweiz e SKF i capisaldi del federalismo devono essere fondamentalmente rispettati, ma è altrettanto importante osservare il principio secondo il quale ognuno deve essere tassato in funzione della sua capacità economica. La prescrizione di una soglia minima per l’importo massimo deducibile è dunque indispensabile, poiché nella maggior parte dei casi le imposte da pagare a livello cantonale e comunale sono assai più elevate delle imposte federali.

Secondo l’Unione delle Città Svizzere, la maggior parte delle città e dei Comuni urbani che hanno espresso un parere è favorevole a stabilire nella LAID una soglia minima per l’importo massimo deducibile nei Cantoni. Una minoranza è contraria poiché lo ritiene un’ingerenza ingiustificata nell’autonomia fiscale dei Cantoni. Inoltre viene espresso il dubbio che

l’aumento della deduzione delle spese per la cura dei figli da parte di terzi produca incentivi allo svolgimento di un’attività lucrativa sufficienti a compensare le minori entrate fiscali.

Per 13 organizzazioni (alliance F, BPW, CLAFV, Frauenzentrale AR, Frauenzentrale BE, Frauenzentrale ZG,globegarden, IGM, mws, SSAA, ASL, FSFM, Verband Frauenunternehmen) il limite massimo stabilito è tuttavia troppo basso. Idealmente, questo dovrebbe essere uguale sia per le imposte cantonali che per quelle federali.

Secondo la Frauenzentrale ZH, la CSP e la FSFM sarebbe opportuno rinunciare a un limite massimo e ammettere la deducibilità di tutte le spese per la cura dei figli da parte di terzi.

Contrari

Cantoni

In nome del federalismo e per motivi di ordine politico, 22 Cantoni (AG, AI, BE, BL, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NW, OW, SG, SH, SO, SZ, TG, UR, VD, VS, ZG, ZH) e la CDCF si oppongono risolutamente alla misura proposta. 16 Cantoni dovrebbero modificare le loro leggi.

Contrariamente ai principi federalistici della Svizzera, la misura interferirebbe nell’autonomia dei Cantoni di stabilire le tariffe fiscali e le deduzioni. È dubbia anche la costituzionalità della proposta. Secondo l’elenco esaustivo di cui all’articolo 129 capoverso 2 Cost., rimangono escluse dall’armonizzazione in particolare le tariffe e aliquote fiscali e gli importi esenti da imposta. La soglia minima prescritta per l’importo massimo deducibile rappresenterebbe tuttavia per i Cantoni una questione tariffaria e sarebbe pertanto esclusa dalla competenza del-