Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/47: Revisione totale della legge sul contrassegno stradale (LUSN) · 49 pagine

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Revisione totale della legge sul contrassegno stradale

 Mobility pricing

Viene infine espresso il timore che il passaggio al contrassegno elettronico possa essere il primo passo verso una subdola introduzione di un sistema di road o mobility pricing (PPD, ACS, SAB).

Gli oppositori respingono l’introduzione del contrassegno elettronico per diversi motivi:

 Formulazione vaga, margine di manovra eccessivo per il Consiglio federale

Tutta una serie di domande rimane. Inoltre, il progetto di legge delega ampie competenze al Consiglio federale (GR, PLR, usam). Il testo non formula obiettivi precisi. Il Consiglio federale non si vincola a procedure tecniche precise (PLR, usam). La delega di competenze al Consiglio federale è eccessiva (FRC). Si tratta di un progetto generale non definito (PLR), di un assegno in bianco (CP). Nel complesso il progetto rappresenta una vera e propria «blackbox» che lascia senza risposta molti quesiti importantissimi e prevede la concessione al Consiglio federale di un’ampia delega della competenza regolatoria (asa). Sarebbe opportuno far confluire nelle varie considerazioni gli interventi degli ultimi mesi (PLR, usam).

Il progetto presentato ha una struttura talmente aperta e vaga da rendere impossibile una visione chiara delle sue concrete conseguenze non solo materiali ma anche finanziarie (TG, FER, FRC). Il Consiglio federale avrebbe dovuto dare una chiara definizione dei contenuti del nuovo sistema per permettere ai Cantoni e alle organizzazioni interessate di giudicare le sfide poste dal cambio di sistema e formulare un’opinione con cognizione di causa (TCS,

auto-suisse, UPSA, CS).

Il Consiglio federale viene inoltre criticato perché non ha presentato le diverse opzioni tecnologiche previste e nemmeno i loro effetti sull’attuale sistema di riscossione della tassa, noto e ben accettato da cittadini e consumatori; per esempio, gli effetti sui costi di realizzazione ed esercizio o sulla protezione dei dati e la salvaguardia della sfera privata (TCS, auto-suisse, UPSA, CS).

 Delega

Nel suo rapporto esplicativo il Consiglio federale esprime l’intenzione di trasferire ai Cantoni o a terzi, per quanto possibile, diversi compiti (riscossione della tassa, controllo degli abusi e perseguimento penale in caso di violazione). Per quanto riguarda i Cantoni, ci si chiede se sono stati consultati, se sono eventualmente interessati a questo tipo di procedura e se dispongono delle necessarie risorse amministrative e di personale, oltre che quali sarebbero i costi annessi (trasferimento di oneri fiscali dalla Confederazione ai Cantoni). Riguardo ai soggetti terzi, non è stata fornita alcuna informazione sul quadro giuridico che disciplinerebbe le attività di tali eventuali fornitori di servizi esterni. I costi d’esercizio e gli effetti prodotti da queste deleghe all’esterno vanno presentati in modo più approfondito e dettagliato. Si teme inoltre che alcuni doveri dello Stato (come il perseguimento penale delle violazioni o il controllo dei contrassegni da parte dei Cantoni) possano essere assunti da privati. È incomprensibile il motivo per cui il Consiglio federale non definisce chi deve riscuotere la tassa e chi deve controllare e sanzionare gli abusi. Stupisce il mancato svolgimento di un’analisi sui possibili trasferimenti di diversi compiti a fornitori di servizi esterni all’Amministrazione federale e sulle relative ripercussioni (TCS, auto-suisse, UPSA, CS).

La delega di alcuni compiti a terzi viene respinta (GR). In particolare l’esecuzione dei controlli e il perseguimento penale. Si tratta di compiti sovrani e le relative attività vanno quindi esercitate dallo Stato, non da privati (TG).