Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/47: Revisione totale della legge sul contrassegno stradale (LUSN) · 49 pagine
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Revisione totale della legge sul contrassegno stradale
Per motivi di politica statale e alla luce di esperienze negative (come nel caso del canone Billag) viene respinta la delega a terzi della competenza per la riscossione della tassa. Sarebbe irresponsabile il fatto che la revisione totale consenta il trasferimento a terzi di enormi quantità di dati raccolti per fini di controllo e perseguimento penale (cessione del monopolio dell’azione penale). Nelle mani di una «Billag per i contrassegni» (o simile) la tassa per l’utilizzazione delle strade nazionali subirebbe in breve tempo un grave contraccolpo in termini di accettazione, per non parlare dei rischi legati alla sicurezza dei dati (UDC, FMS).
Altri oppositori del progetto chiedono che si deleghi a terzi, nella maggior misura possibile, l’aspetto dell’esecuzione, poiché la realizzazione sarebbe più conveniente e competente (PLR).
Ammodernamento privo di benefici
Se confrontata con il sistema attuale, la revisione totale della LUSN non apporta in particolare alcuna chiara semplificazione della distribuzione e del controllo (PLR). La forma di riscossione attuale funziona bene (UDC, FMS), ha dato buoni risultati, è semplice e familiare a tutti (AG, GR, OW, SZ, TI, UR, asa, ESA, FER, VTSS). Anche per quanto riguarda il controllo, funziona senza problemi (usam). Il vantaggio di un cambio di sistema è minimo, sul piano economico (FRC) e per gli automobilisti (PLR, usam). Tenendo in considerazione gli ingenti costi di investimento, un cambio di sistema è incerto (FER) e non giustificato (TCS,
auto-suisse, UPSA).
Questo sistema collaudato, economico e semplice andrebbe ora sostituito con un sistema di sorveglianza estremamente complesso e presumibilmente costoso. Bisognerebbe registrare milioni di targhe automobilistiche e scattare con migliaia di videocamere un’infinità di immagini che andrebbero analizzate e poi immediatamente cancellate per motivi di protezione dei dati. Andrebbero creati posti di lavoro aggiuntivi per gestire il sistema di registrazione dietro le quinte e rettificarlo, laddove necessario; allo stesso tempo, gli stessi poliziotti che attualmente effettuano il controllo dei contrassegni quasi en passant durante i giri di pattuglia vedrebbero una riduzione minima del loro carico di lavoro. «Don’t fix it if it’s not broken», ovvero se non è rotto, non aggiustarlo: il motto ha una valenza particolare in relazione a questo progetto, dato che il costo dell’introduzione e del controllo del contrassegno elettronico è di gran lunga maggiore del beneficio che si vuole ottenere. Il cambio di sistema proposto non è necessario (VTSS).
Si tratta di un passaggio rigido dal sistema del contrassegno adesivo a quello del contrassegno elettronico (PLR). Uno dei principali vantaggi del contrassegno elettronico è la flessibilità per quanto attiene alla struttura tariffaria (TI, PLR) e al frazionamento temporale (SZ, TI,
PLR). Il progetto esclude esplicitamente questi vantaggi (TI, PLR), facendo venir meno i principali punti a favore del contrassegno elettronico. È pertanto più utile mantenere l’attuale contrassegno adesivo (SZ).
Uno dei maggiori svantaggi del contrassegno adesivo, ossia la durata di validità necessariamente pari a un anno, viene mantenuto anche con un nuovo sistema. È ingiusto far pagare la stessa cifra a chi vive nelle regioni periferiche e utilizza l’autostrada molto meno di chi vive nei grandi agglomerati (AI).
I punti deboli descritti nel rapporto, relativi al rischio di smarrimento e alla restituzione, sono esagerati (ESA). L’affermazione che il contrassegno adesivo può essere venduto soltanto attraverso un’onerosa rete di punti di vendita non corrisponde a verità (AI, ESA). La distribuzione avviene senza problemi di sorta ed è economicamente vantaggiosa. L’argomento della percentuale di abusi (del 4–5 %) non convince. Con qualsiasi altro sistema ci sarebbe comunque una certa percentuale di abusi, evitabile esclusivamente con un impegno sproporzionato nell’ambito dei controlli (AI). La percentuale di abusi potrebbe essere ulteriormente ridotta con il «controllo da parte di terzi», non ancora attuato nella pratica (ESA).