Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/63: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie (autorizzazione dei fornitori di prestazioni) · 50 pagine
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i risultati – aspetto fondamentale sia per i pazienti sia per gli assicuratori. È convinta che i pazienti abbiano effettivamente scelta solo se conoscono la qualità delle prestazioni di un ospedale o di un medico.
Pazienti e utenti
In linea di massima DVSP si allinea alla proposta del Consiglio federale di introdurre esigenze supplementari per i fornitori di prestazioni interessati oltre a quelle indicate nella LPMed e la LPSan.
SPO sostiene che molti medici stranieri dispongano di una formazione inferiore a quella dei medici svizzeri, che non conoscano il sistema sociale e spesso non abbiano competenze linguistiche sufficienti. Se si esaminassero questi fattori, si creerebbe una situazione win-win.
Inclusion Handicap ribadisce la necessità di garantire la conformità delle esigenze di cui al capoverso 2 con il diritto sulle pari opportunità dei disabili.
Altri
GUMEK adduce che conoscenze linguistiche sufficienti siano altrettanto importanti dei fattori citati all’articolo 36 capoverso 2 per garantire il successo delle cure e deplora che non figurino tra i requisiti per l’ottenimento dell’autorizzazione. Conoscenze linguistiche adeguate non andrebbero richieste solo ai medici stranieri ma anche a quelli svizzeri che intendono lavorare in un’altra regione linguistica. GUMEK chiede pertanto di adeguare il testo in questo senso.
4.2.3 Pareri sull’articolo 36 capoverso 3
Cantoni
CDS nonché AI, BE, BS, GR, OW, SH, TG, TI, VD e ZH sono convinti che la normativa in vigore secondo l’articolo 55a LAMal, che pone quale condizione di aver lavorato per almeno tre mesi in una struttura di perfezionamento svizzera riconosciuta, sia più appropriata che non un periodo di attesa di due anni poiché assicurerebbe una qualifica supplementare, non costituirebbe un ostacolo all’accesso alla professione per i giovani medici e tanto meno li indurrebbe ad abbandonare la professione. Invitano pertanto a sostituire la norma proposta con quella in vigore.
AG, così come CDS, considera la normativa attuale più appropriata che non il tempo di attesa di due anni. Oltre che acuire la penuria di medici di famiglia, questo periodo nuocerebbe al ricambio generazionale tra i farmacisti. AG suggerisce di esigere un livello linguistico superiore al B2.
CLASS, GE, NE e VD trovano la soluzione attuale più chiara del periodo di attesa previsto ai capoversi 3 e 3bis dopo la formazione di base e il perfezionamento poiché non precisa che la formazione deve essere fornita da un istituto di formazione svizzero riconosciuto. Propongono di aggiungere alle condizioni per l’autorizzazione un’esperienza di almeno tre anni in una struttura di perfezionamento svizzera riconosciuta.
JU invita a precisare se i fornitori di prestazioni in attesa dei due anni devono maturare anche un’esperienza di tre anni in un istituto di formazione riconosciuto o se dopo i due anni ciò non è più necessario.
LU boccia l’introduzione di un periodo di attesa alla fine della formazione di base e del perfezionamento poiché ritiene che non limiterebbe in alcun caso le prestazioni ma provocherebbe uno spostamento verso il settore ambulatoriale ospedaliero. Come CDS, preferirebbe porre quale condizione un’attività svolta per almeno tre anni in una struttura di perfezionamento svizzera riconosciuta.
NW teme che un periodo di due anni dopo la fine del perfezionamento possa compromettere l’attrattiva della Svizzera agli occhi dei giovani medici formati in Svizzera.