Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/70: Progetto fiscale 17 (PF17) · 64 pagine
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adeguano gli utili societari al mutare dell’onere fiscale. In questo parametro confluiscono tutte le reazioni delle imprese (ad es. cambiamento della forma giuridica, delocalizzazione o trasferimento degli utili all’estero. Un’elasticità di -2, ad esempio, significa che l’aumento dell’uno per cento dell’aliquota dell’imposta sull’utile riduce del due per cento la base di calcolo dell’imposta sull’utile (o le entrate a titolo di imposta sull’utile). L’elasticità può differenziarsi in base alla tipologia e alla funzione dell’impresa e variare tra le società sinora soggette all’imposizione ordinaria e le società che hanno sinora beneficiato di uno statuto fiscale speciale.
Il calcolo degli indicatori dell’elasticità pone le seguenti sfide:
A causa degli sviluppi tecnologici o di politica fiscale a livello internazionale, la mobilità della base imponibile può cambiare, di
conseguenza anche i fattori di elasticità aumentano o diminuiscono.
Ripercussioni finanziarie al di là dell’imposta sull’utile: oltre agli effetti diretti sulle entrate a titolo di imposta sull’utile si
producono anche effetti indiretti o indotti. Se, ad esempio, le imprese si trasferiscono all’estero in seguito alla riforma, i loro fornitori svizzeri registrano un calo della creazione di valore aggiunto (effetto indiretto). Se, in seguito al trasferimento all’estero dell’impresa, la forza lavoro non trova un impiego oppure ne trova uno meno redditizio o, ancora, segue l’impresa all’estero, diminuiscono i redditi degli occupati in Svizzera il che va a incidere sull’imposta sul reddito o sull’imposta sul valore aggiunto (effetto indotto).
A lungo termine una modificata imposizione dell’utile produce ripercussioni sugli investimenti e sull’accumulo di capitale. Se il
carico fiscale diminuisce (aumenta), lo stock di capitale aumenta (diminuisce) e la produzione diventa a più alta intensità di capitale (di lavoro). Così aumenta (diminuisce) la produttività del lavoro. Di conseguenza salgono (scendono) il PIL, il livello dei salari e il gettito fiscale. In seguito a una riforma fiscale può cambiare anche la forza innovativa di un’economia se (non) vi si insediano settori a forte creazione di valore aggiunto. Nel breve termine questi effetti sono modesti, ma in una prospettiva di più lungo periodo si sommano producendo un’incidenza rilevante.
3.1.1.3 Risultati degli studi effettuati da terzi nell’ambito della RI imprese III
Nell’ambito della RI imprese III sono stati condotti diversi studi che si sono occupati delle ripercussioni finanziarie della riforma. In tutti questi studi l’abrogazione delle regolamentazioni per le società con statuto speciale è stato il punto di partenza per uno scenario di riforma. In alcune indagini sono stati inoltre valutati singoli elementi della RI imprese III.
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Il primo studio di BSS e mundi consulting (2014) ha esaminato le ripercussioni di un’abrogazione delle regolamentazioni per le società con statuto speciale presupponendo semielasticità alternative di 0, -1, -5, -10 e -20 per cento. La ricerca si basa su quattro scenari di riforma (cfr. tabella seguente) e si concentra interamente sulle ripercussioni dirette per le società che hanno goduto sinora di uno statuto speciale. In primo piano si collocano soltanto gli effetti a livello fiscale per l’imposta sull’utile. Sono rimasti dunque esclusi:
gli effetti indiretti sulla domanda di prestazioni dei fornitori da parte delle società o delle attività imprenditoriali che si
trasferiscono all’estero;
gli effetti indotti dovuti al fatto che una volta interrotta la creazione di valore aggiunto di queste società, il loro reddito, così come
i loro utili e le loro imposte non tornano a confluire nel ciclo economico;
gli effetti della delocalizzazione che, in funzione dello scenario, derivano dall’eventuale variazione dell’onere fiscale per le
società sinora soggette a tassazione ordinaria;
eventuali effetti dinamici, difficilmente quantificabili, del trasferimento all’estero di manodopera qualificata sulla forza
innovativa dell’economia;
ripercussioni di eventuali nuove norme fiscali speciali, accettate a livello internazionale;
potenziale aumento delle entrate grazie a insediamenti dall’estero.
Lo studio illustra quanto, a seconda della variante di riforma, i risultati dipendano dalle elasticità effettive, che riflettono le scelte di trasferirsi delle imprese. Dall’abrogazione delle regolamentazioni per le società con statuto speciale possono scaturire maggiori o minori entrate per miliardi di franchi, a dipendenza della semielasticità presupposta. Lo studio mostra inoltre gli effetti di ripartizione tra i Cantoni, effetti che, in base allo scenario, possono anche assumere proporzioni considerevoli. Se le regolamentazioni per le società con statuto speciale sono abrogate senza introdurre nuove misure speciali, è presumibile che una parte della base di calcolo migrerà dai Cantoni con un’elevata imposizione fiscale verso quelli con una bassa imposizione fiscale, pertanto le disparità intercantonali potrebbero aumentare. Presupponendo elevate elasticità fiscali, lo studio evidenzia che né la strategia di centralizzazione dell’onere fiscale del 16 per cento (scenario 2) né la strategia di riduzione dell’imposta sull’utile del 13 per cento (scenario 3) promettono risultati realmente vantaggiosi.
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Chatagny et al. (2014) hanno valutato non solo le variazioni delle entrate nel caso delle società con statuto speciale, ma anche le ripercussioni finanziarie sulle entrate complessive dello Stato. Nel loro scenario le riduzioni dell’imposta cantonale sull’utile sono state inoltre combinate con l’introduzione di un patent box (ampio o ristretto) e nel loro modello di equilibrio generale sono stati valutati anche gli effetti dinamici della riforma. Presupponendo un’elasticità di -1,1, qualora fossero abolite soltanto le società con statuto speciale, risulterebbe una diminuzione delle entrate di circa 3,8 miliardi di franchi. La differenza rispetto allo studio di BSS e mundi consulting, che in questo scenario prevedono un aumento delle entrate, consiste nel fatto che Chatagny et al. (2014) non considerano solo le entrate dell’imposta sull’utile, bensì tutte le entrate (ad es. anche le imposte sui salari e sul reddito) e, contrariamente all’indagine di BSS e mundi consulting, svolgono un calcolo dinamico. Introducendo un patent box in combinazione con riduzioni dell’aliquota dell’imposta cantonale sull’utile, la riforma risulta priva di incidenze sul gettito a lungo termine e le minori entrate si assestano, persino
31 Molti studi empirici non operano con l’elasticità bensì con la semielasticità, che indica la variazione percentuale della base di calcolo in caso di variazione di un punto percentuale (invece dell’uno per cento) dell’aliquota dell’imposta sull’utile.
32 BSS Vokswirtschaftliche Beratung AG /mundi consulting (2014) Studie Steuerkonflikt kantonale Unternehmenssteuerstrategie. http://www.bssbasel.ch/images/stories/bss-basel/downloads/b,s,s.-studie_steuerkonflikt_kantonale_unternehmenssteuerregime_schlussbericht_20140218.pdf
33 Chatagny, F., Koethenbuerger, M., Stimmelmayr, M. (2014) Troisième réforme de l’imposition des entreprises: les effets économiques de l’introduction d’une licence box. KOF Analysen, n. 3.