Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/78: Revisione dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) · 14 pagine

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Si sono detti favorevoli alla pubblicità mirata a gruppi specifici e alle limitazioni previste (protezione della gioventù, limitazioni aggiuntive per la SSR) i Cantoni AI, BS, BE, GL, UR, VS e ZH; nonché asw, Comunicazione Svizzera, SKS, asut, Swisscom, Unione Svizzera dei Contadini e Unione delle città svizzere. Anche Telebasel, SWA/ASA, Travail Suisse e i Cantoni AR, BL, FR, NE, SO, SG, TI, VD e ZG non sono di principio contrari all'introduzione della pubblicità mirata a gruppi specifici, alcuni esprimono però forti perplessità e chiedono dei miglioramenti nell'avamprogetto.

Molti hanno criticato che la possibilità della pubblicità mirata a gruppi specifici per la SSR non farebbe che rafforzare ulteriormente la pressione sui media regionali (Cantoni GE, LU, NW, SH, SZ; PLR,

Verdi-liberali; AZ Medien, BNJ, FRC, Stampa svizzera, RRR, VSM). La pubblicità mirata a gruppi specifici non apporterebbe alcun valore aggiunto per le emittenti private titolari di una concessione, poiché dal punto di vista economico non avrebbe senso frammentare ulteriormente il pubblico nelle regioni già di per sé piccole (Cantone TG, Unione svizzera delle arti e mestieri, i Verdi-liberali, Telesuisse). Si tratterebbe piuttosto di una vera e propria Lex SSR, poiché soltanto essa avrebbe le dimensioni necessarie per sfruttare in modo redditizio questa forma di pubblicità (SuisseDigital, upc, SSM, VSM).

Telesuisse rileva anche che per la realizzazione della pubblicità mirata a gruppi specifici le emittenti dovrebbero collaborare con le imprese di diffusione e che ciò genererebbe nuovi e non auspicabili rapporti di dipendenza all'interno della catena del valore aggiunto. Le condizioni quadro regolamentari devono essere ideate in modo che tutte le emittenti sul mercato finanziate grazie alla pubblicità possano sfruttare anche nella pratica questa nuova forma pubblicitaria. Le imprese di diffusione dovrebbero essere obbligate a diffondere i programmi televisivi integralmente e consentire alle emittenti un accesso non discriminatorio ai dati e alle interfacce necessari alla diffusione della pubblicità mirata a gruppi specifici (IGEM, Goldbach, Verdi-liberali, Cantoni BL e BS).

Diversi partecipanti alla consultazione hanno chiesto che la SSR non possa più procedere a ulteriori ampliamenti a livello pubblicitario (VSP-ARPS, Unione svizzera delle arti e mestieri, UDC, Verdi-liberali, Verdi, Unione sindacale svizzera, Centre Patronal, ARBUS, BNJ). I Verdi hanno persino chiesto una riduzione delle possibilità pubblicitarie e la rinuncia alle sponsorizzazioni radiofoniche. Per SSM è ipotizzabile finanziare la SSR esclusivamente tramite il canone.

Inoltre, sono state espresse perplessità di fondo in merito alla conciliabilità tra la pubblicità mirata a gruppi specifici e il principio del servizio pubblico: il vantaggio apportato dai proventi del canone non dovrebbe essere sfruttato per ottenere maggiori benefici sul mercato pubblicitario rispetto alla concorrenza finanziata esclusivamente tramite fonti private (Cantone SH). In aggiunta, il permesso di ricorrere alla pubblicità mirata a gruppi specifici favorirebbe la commercializzazione delle offerte mediatiche finanziate mediante i proventi del canone, cosa difficilmente conciliabile con il mandato di servizio pubblico (ARBUS, Verdi). Una personalizzazione dei contenuti promuoverebbe una tendenza a una maggiore frammentazione del pubblico e sarebbe contraria al principio di servizio pubblico (VSM). Il finanziamento della SSR dovrebbe incitare il meno possibile alla produzione di programmi con un orientamento commerciale; un fornitore del servizio pubblico non dovrebbe inoltre sfruttare i dati privati dei cittadini per inviare loro messaggi commerciali (COFEM).

Molti partecipanti hanno chiesto spiegazioni più dettagliate in merito alla protezione dei dati (Cantoni NE, LU, ZG e ZH; Verdi-liberali, Verdi, ARBUS, Unione sindacale svizzera). Ad oggi non si è ancora tenuto un dibattito pubblico in merito a se e fino a che punto i dati dei cittadini raccolti da SSR e Swisscom possano essere utilizzati a scopo pubblicitario. Per la SKS tre aspetti sono fondamentali: i consumatori devono sapere se viene fatta pubblicità mirata a gruppi specifici, cosa viene fatto con i loro dati (da chi e a quale scopo vengono utilizzati, elaborati e trasmessi) e devono disporre di una possibilità di opt-out semplice. FRC e syndicom chiedono un esplicito consenso (opt-in) e la possibilità di ritirarlo in qualsiasi momento, e anche VSM è dell'avviso che non si dovrebbe lasciare allo spettatore medio il compito di lottare con diverse applicazioni del proprio apparecchio di ricezione per potersi liberare di una persecuzione pubblicitaria.