Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/78: Revisione dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) · 14 pagine

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quota si riferisca a un'ulteriore misura di riferimento. L'applicazione di questa condizione alle emittenti private non parrebbe giustificabile: creerebbe infatti costi molto elevati. Occorre dunque rinunciare a imporre tale condizione alle emittenti private.

Anche impressum privilegia in linea di massima una maggiore integrazione, ma rinuncia tuttavia a prendere posizione in modo esplicito «per mancanza di conoscenze approfondite in merito alle esigenze».

2.2.2 Saldi delle quote di partecipazione al canone: art. 40 cpv. 1 e 3 ORTV

Dal 2019 la SSR riceverà una quota fissa dei proventi totali del canone radiotelevisivo, e lo stesso vale per gli altri destinatari del canone. Sinora, in base all'articolo 68a LRTV la SSR riceveva i proventi totali detratti gli stanziamenti per tutti gli altri scopi. Se i proventi superano il fabbisogno risulta un saldo, che deve essere tenuto in considerazione in occasione della successiva determinazione

dell'ammontare del canone. Già oggi l'articolo 40 ORTV prevede che i saldi delle quote di partecipazione al canone incassate dalla Confederazione siano esposti nel bilancio della Confederazione e che il provento e l'utilizzazione (p. es. sottotitolaggio) vengano pubblicati. L'avamprogetto prevede di adeguare l'articolo 40 in modo che il bilanciamento del saldo sottostia alle stesse disposizioni.

I Cantoni AG, AI e TI sono favorevoli alla modifica. Anche i Verdi sono fondamentalmente concordi, ma ritengono che dovrebbe continuare ad essere possibile costituire riserve per investimenti più elevati. Non sarebbe opportuno cambiare in continuazione l'importo del canone; un'affidabilità a livello di strategia e una sicurezza in materia di pianificazione sono più importanti rispetto a degli adeguamenti a breve termine.

BNJ, RRR e il Cantone JU respingono le modifiche. I saldi non dovrebbero essere riportati nel bilancio della Confederazione, poiché il canone è riservato per le radiocomunicazioni e non può essere utilizzato per altre attività della Confederazione.

VSP-ARPS e il Cantone SH propongono di impiegare la somma non utilizzata per progetti mirati e un sostegno alle emittenti concessionarie interessate. Il Cantone TI è dell'avviso che i media potrebbero trarre beneficio dalle eccedenze per finanziare la formazione e la formazione continua.

Unione sindacale svizzera e Syndicom propongono di sostenere mediante il canone radiotelevisivo anche il Consiglio svizzero della stampa, importante organo per il controllo della qualità del servizio pubblico in ambito mediatico. La convergenza dei media richiede un controllo della qualità che non faccia più distinzioni in base al tipo di diffusione, il Consiglio svizzero della stampa dovrebbe pertanto essere ribattezzato «Consiglio dei media».

2.2.3 Sostegno finanziario all'Agenzia Telegrafica Svizzera: art. 44a ORTV

L'Agenzia Telegrafica Svizzera (ats) svolge un ruolo importante per la qualità giornalistica delle emittenti radiotelevisive locali-regionali, in quanto i resoconti di queste ultime si basano in modo significativo sui servizi forniti dall'ats. L'ats intende inoltre arricchire il suo servizio di base con produzioni video in modo da assicurare la qualità dei programmi locali-regionali. Per garantire il volume e i contenuti di tali servizi, l'avamprogetto posto in consultazione prevede che l'ats possa essere sostenuta mediante un contributo annuo tratto dai proventi del canone radiotelevisivo. Il sostegno dovrà essere vincolato da un accordo sulle prestazioni che ponga al centro anche le esigenze a livello locale-regionale.

Il sostegno all'ats ha suscitato numerose reazioni critiche, e questo nonostante sia stato accolto favorevolmente da una maggioranza per ragioni di politica mediatica e statale.

Inoltre, è stata presentata la «Petition für eine dreisprachige, unabhängige und nicht gewinnorientierte SDA» (petizione per un'ats trilingue, indipendente e senza scopo di lucro), sottoscritta da 5962 persone.