Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/78: Revisione dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) · 14 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 5Fedlex · Rapporto sui risultati
sindacale svizzera, Centre Patronal, PS e PPD: la limitazione di cui al capoverso 1 («non possono essere definiti esclusivamente su base geografica») sarebbe inadatta e non controllabile, il targeting regionale dovrebbe però essere impedito categoricamente e totalmente. I Cantoni BL e BS chiedono che non possa essere definita come gruppo specifico la popolazione di una zona di copertura di un'emittente titolare di una concessione. Per VSP-ARPS e SH la regione linguistica va considerata come grandezza geografica minima per l'offerta della SSR.
Art. 22 cpv. 2 lett. b e c: l'avamprogetto prevede una restrizione di tempo in materia di pubblicità. Durante i 12 minuti di pubblicità all'ora alla SSR dovrebbero essere ammessi un massimo di quattro minuti di pubblicità mirata a gruppi specifici. Questo affinché la SSR abbia la possibilità di utilizzare questo strumento pubblicitario innovativo, ma con moderazione.
Una variante dell'avamprogetto prevede che, invece di una limitazione della durata, sia introdotto un limite massimo per gli introiti pubblicitari della SSR. Qualora tali introiti dovessero superare un determinato limite da stabilire, la SSR potrebbe essere obbligata a utilizzare una parte degli introiti in eccesso a favore dei media elettronici. I dettagli dovrebbero essere disciplinati dal DATEC. Una tale disposizione verrebbe sancita, per ragioni di sistematica, nella concessione SSR.
I Cantoni GL e SG sono fondamentalmente favorevoli a una limitazione a 4 minuti. Per GL andrebbero esaminate anche ulteriori limitazioni come ad esempio il divieto di intermezzi pubblicitari durante i programmi. Il Cantone TI e asw reputano che la limitazione temporale sia preferibile rispetto all'introduzione di un limite massimo per gli introiti pubblicitari.
Per ARBUS già i 12 minuti di pubblicità all'ora sono eccessivi.
SWA/ASA respinge l'idea delle restrizioni di tempo in materia di pubblicità: senza sapere come si svilupperà la domanda nell'ambito di questa forma pubblicitaria, tali restrizioni non hanno alcun senso. La pubblicità mirata a gruppi specifici sarebbe più pertinente per i telespettatori e disturberebbe meno.
VSM e AZ Medien criticano la mancanza di chiarezza quanto al concetto di «forme pubblicitarie più lunghe».
Sono favorevoli a un limite massimo per le entrate pubblicitarie COFEM, VSP-ARPS, SWA/ASA, Comunicazione Svizzera e il Cantone AG. Secondo VSP-ARPS, in tale ambito vanno considerati anche gli introiti dovuti alle sponsorizzazioni. COMCO, Stampa svizzera, Centre Patronal e i Cantoni SG e UR respingono invece l'idea di un limite massimo.
L'Unione delle città svizzere reputa che un limite massimo finanziario avrebbe più senso rispetto a una limitazione temporale.
VSM e AZ Medien deplorano la totale mancanza di chiarezza quanto al significato del concetto di «media elettronici», e a loro avviso non è nemmeno chiaro se la SSR, una volta superato il limite massimo, potrebbe sostenere finanziariamente progetti come meglio crede. La possibilità per la SSR di influire sulla ripartizione delle risorse finanziarie creerebbe situazioni di dipendenza non auspicabili. Inoltre, il solo limite finanziario massimo, senza una limitazione a livello temporale, non sarebbe sostenibile, poiché in questo modo l'inventario pubblicitario della SSR si estenderebbe in modo esponenziale.
Secondo la COMCO, in generale si dovrebbe rinunciare a introdurre limitazioni o, qualora fossero necessarie, andrebbero formulate come «clausola discrezionale».
Per SuisseDigital e upc le limitazioni di cui all'articolo 22 ORTV non sono sufficienti per soddisfare le esigenze a livello di «considerazione» secondo l'articolo 93 capoverso 4 Cost.. Anche il Cantone NW è dell'avviso che la SSR, finanziata per tre quarti mediante proventi del canone, non dovrebbe ottenere una posizione privilegiata nell'ambito della pubblicità, anche se sono previste limitazioni per i mi-