Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/83: Seconda tappa del Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi · 216 pagine
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Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi
fatto che un deposito combinato possa garantire la stessa sicurezza di due depositi singoli, perché i due tipi di scorie necessitano di misure di sicurezza diverse e le scorie debolmente e mediamente radioattive possono mettere a rischio quelle altamente radioattive a causa della formazione di gas e fluidi. In questa decisione gli aspetti commerciali non devono avere alcun ruolo. L’Istituto ambientale di Monaco menziona la maggiore necessità di spazio per il sito di un deposito combinato, il che richiede una diversa pianificazione.
Una persona singola rifiuta apertamente la costruzione di un deposito combinato nell’area di ubicazione Giura Orientale (JO). Si produrrebbe troppo materiale di scavo e di conseguenza la sicurezza non sarebbe più garantita.
Valutazione
L’IFSN ha illustrato il metodo per la scelta dei siti nella terza tappa.154 Secondo queste indicazioni, la Nagra deve dimostrare che il posizionamento di un deposito per scorie altamente radioattive e di uno per scorie debolmente e mediamente radioattive nella stessa area di ubicazione offre dei vantaggi dal punto di vista della sicurezza tecnica rispetto a due depositi situati in aree di ubicazione diverse. La Nagra deve garantire con il suo modello che l'eventuale interazione tra la parte destinata alle SDM e la parte destinata alle SAA all’interno di un deposito combinato non pregiudichi la sicurezza del deposito in strati geologici profondi.
3.5.4 Recuperabilità e osservazione
Diverse organizzazioni155 e persone singole sostengono che il modello della Nagra non prevede la possibilità di recupero delle scorie radioattive dopo la fase di osservazione e di esercizio. Chiedono di rivedere il piano di recuperabilità limitato nel tempo e di garantire una recuperabilità certa. Il Partito ecologista svizzero, la Fondazione svizzera per l’energia (FSE) e il WWF Svizzera temono che i guasti verrebbero rilevati solo dopo la chiusura definitiva e solo quando le conseguenze sarebbero visibili in superficie. L’orizzonte temporale previsto e il finanziamento pianificato mostrano che si punta ad una chiusura in tempi molto rapidi, sebbene l’EKRA originariamente avesse raccomandato di tenere aperto il deposito a tempo indeterminato. Il modello non prevede nel frattempo alcuna possibilità di controllare le scorie radioattive per lungo tempo, tanto meno di recuperarle. In tal modo anche soluzioni migliori derivanti da nuove conoscenze non potrebbero essere applicate. Le future generazioni non potranno intervenire a causa dei problemi di trasmissione delle informazioni relative al deposito e al suo contenuto. Anche il PVL svizzero raccomandava di dimostrare con ulteriori indagini, il modo in cui dopo lo stoccaggio potesse essere garantita la recuperabilità delle scorie. Eglisau ritiene lungimirante e intelligente dare la massima priorità alla questione della recuperabilità delle scorie.
Diverse persone singole si oppongono alla realizzazione di un deposito in strati geologici profondi nell’argilla, adducendo la questione dell’impossibilità di recuperare le scorie. Mancano studi a lungo termine sull’argomento. Da diverse parti viene data più importanza alla semplicità del recupero da caverne o capannoni aperti piuttosto che alla sicurezza di esercizio e a lungo termine. L’Unione Lebenswerter Hochrhein e una persona singola chiedono che il materiale accumulato in caso di allagamento o i contenitori corrosi possano essere recuperati. Citano inoltre i lunghi tempi di dimezzamento delle scorie altamente radioattive e la responsabilità che in tal modo viene scaricata sulle generazioni future.
154 «Präzisierungen der sicherheitstechnischen Vorgaben für Etappe 3» (Precisazioni sulle norme di sicurezza tecnica per la Tappa 3) IFSN 33/649.
155 Partito ecologista svizzero, PS svizzero, PS Distretto di Baden; Fondazione svizzera per l’energia (FSE), WWF Svizzera.