Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/95: Convenzione multilaterale per l'attuazione die misure relative alle convenzioni fiscali finalizzate a prevenire l'erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti · 9 pagine
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1. Situazione iniziale
1.1. Introduzione
La lotta all’elusione fiscale illecita delle imprese multinazionali è diventata un obiettivo centrale della comunità internazionale. Per questo motivo, nel 2013, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e il G20 hanno varato un progetto per contrastare l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili («Base Erosion and Profit Shifting», BEPS). Il piano d’azione BEPS, che comprende 15 misure e mira a combattere l’eccessiva riduzione dell’utile imponibile e il trasferimento artificiale degli utili in Paesi a imposizione bassa o nulla, è stato adottato nel 2013 e i relativi lavori tecnici si sono conclusi nel 2015 con la pubblicazione di numerosi rapporti.
Alcuni di questi rapporti contengono proposte di disposizioni volte a modificare le vigenti convenzioni per evitare le doppie imposizioni (CDI). Nell’intento di attuare le modifiche in tempi brevi e in modo efficiente, il piano d’azione BEPS aveva incaricato un gruppo di esperti di verificare l’attuabilità di uno strumento multilaterale atto a modificare le CDI bilaterali (azione 15). Nel suo rapporto, il gruppo di esperti è giunto alla conclusione che uno strumento multilaterale è auspicabile e realizzabile.
Lo strumento è stato quindi elaborato da un gruppo ad hoc che riuniva esponenti di oltre 100 Stati e Giurisdizioni, tra cui la Svizzera. Nel mese di novembre del 2016, il gruppo ad hoc ha varato la Convenzione multilaterale per l’attuazione di misure relative alle convenzioni fiscali finalizzate a prevenire l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (di seguito «Convenzione BEPS»).
Una parte delle disposizioni contenute nella Convenzione BEPS relative alle CDI sono standard minimi che tutti gli Stati membri dell’OCSE e del G20 nonché numerosi altri Stati e Giurisdizioni si sono impegnati ad attuare. Fondamentalmente questi standard minimi corrispondono alla politica attualmente perseguita dalla Svizzera in materia di CDI e sono pattuiti dalla Svizzera anche nei negoziati bilaterali sulle CDI. Per garantire l’attuazione degli standard minimi e impedire che Stati o Giurisdizioni possano ottenere un vantaggio competitivo dalla mancata attuazione, si dovrà verificare la loro messa in atto mediante le cosiddette valutazioni tra pari («peer review»).
Oggetto della procedura di consultazione è stato, oltre alla Convenzione BEPS, anche il Protocollo che modifica la Convenzione tra la Svizzera e il Regno Unito per evitare le doppie imposizioni (di seguito «Protocollo di modifica CDI-GB»), firmato il 30 novembre 2017. Il Protocollo attua materialmente la Convenzione BEPS nelle relazioni bilaterali con il Regno Unito. Il Protocollo di modifica CDI-GB sarà sottoposto alle Camere federali per approvazione con messaggio separato. Nel capitolo 3 vengono riassunti i risultati della consultazione relativa al Protocollo di modifica CDI-GB.
1.2. Contenuto del progetto
La Svizzera ha collaborato attivamente al progetto BEPS e, in particolare, all’elaborazione della Convenzione BEPS. Ha contribuito a conferirle la flessibilità necessaria affinché potesse essere attuata in sintonia con la propria politica in materia di CDI. Poiché prevede la possibilità di formulare riserve, la Convenzione BEPS non obbliga a recepire le disposizioni che non costituiscono standard minimi.
In sostanza, con la Convenzione BEPS la Svizzera attua gli standard minimi intesi a prevenire l’uso illecito delle convenzioni e a migliorare l’efficienza dei meccanismi di risoluzione delle