Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/35: 13.430 n Iv.pa. Rickli Natalie. Responsabilità in caso di liberazione condizionale e regime aperto · 12 pagine
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2 Punti essenziali del progetto
2.1 Contesto nel diritto vigente
La responsabilità per il danno illecitamente cagionato è disciplinata negli articoli 41 e seguenti del Codice delle obbligazioni (CO)4. Essa richiede l’adempimento di cinque criteri: un atto o un’omissione di carattere illecito, un danno, un nesso di causalità tra l’atto o l’omissione e il danno e una colpa. Le leggi federali e cantonali possono tuttavia derogare a queste disposizioni per quanto riguarda l’obbligo di risarcimento o di riparazione dei danni cagionati da pubblici funzionari o impiegati nell’esercizio delle loro attribuzioni ufficiali (art. 61 cpv. 1 CO). La Confederazione e i Cantoni si sono avvalsi di questa possibilità. Come nel diritto privato, nei casi in cui non è più possibile ripristinare una situazione conforme al diritto si tratta di instaurare una riparazione del danno sotto forma di indennizzo per la violazione del diritto.
La Confederazione e tutti i Cantoni, salvo Ginevra e Lucerna, prevedono una responsabilità causale primaria ed esclusiva dello Stato per i danni derivanti da atti illeciti commessi dai loro dipendenti nell’esercizio delle loro funzioni. Questo significa che è esclusivamente lo Stato a rispondere del danno causato dai propri dipendenti nell’esercizio delle loro funzioni, indipendentemente da un’eventuale loro colpa e a condizione che vi sia un rapporto di causalità tra l’atto illecito e il danno. Queste condizioni corrispondono a quelle dell’articolo 41 CO, salvo che non è richiesta alcuna colpa. Il Cantone di Ginevra, invece, sottopone la sua responsabilità all’esigenza supplementare di una colpa dei propri dipendenti. Lucerna ha introdotto una lieve responsabilità causale con presunzione di colpa. In altri termini, il Cantone non risponde per il danno se può provare che nessuna colpa ricade sui suoi dipendenti5.
La legislazione della Confederazione e dei Cantoni disciplina inoltre a quali condizioni lo Stato può rivalersi sui dipendenti responsabili per il danno (cfr. il n. 3 di seguito, ad cpv. 3).
Quando l’atto all’origine del danno consiste, come nel caso evocato dall’iniziativa, in un atto giuridico (decisione o sentenza), secondo la giurisprudenza del Tribunale federale non è sufficiente che esso successivamente si riveli erroneo, contrario alla legge o addirittura arbitrario per essere considerato un atto illecito. Affinché sia dato il carattere illecito è necessario piuttosto che, al momento della decisione, sia stato violato un importante dovere d’ufficio6. Questa esigenza si applica anche se la persona danneggiata non era parte al procedimento nell’ambito del quale la decisio-
4 RS 220
5 V. Gross Jost / Pribnow Volker, Schweizerisches Staatshaftungsrecht, Ergänzungsband zur 2. Auflage, Berna 2013, N 381 seg. con rimandi; Tanquerel Thierry, La responsabilité de l’Etat pour acte licite, in: Favre Anne-Christine / Martenet Vincent / Poltier Etienne (ed.), La responsabilité de l’Etat, Ginevra/Zurigo/Basilea 2012, pag. 85 segg., 91, lett. F con rimandi.
6 DTF 123 II 577 consid. 4d/dd pag. 582; DTF 120 Ib 248 consid. 2b pag. 249; DTF 118 Ib
163 consid. 2 pag. 164; Heer Marianne, in: Niggli/Wiprächtiger (ed.), Basler Kommentar, Strafrecht II, Art. 111–392 StGB, 3a ed., Basilea 2013, N 3 ad art. 380a con rimandi.