Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/43: Nuova legge federale sui media elettronici · 24 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 11Fedlex · Rapporto sui risultati

con mandato di prestazioni è ritenuta troppo esigua da diversi Cantoni (BS, FR, GE, NE, SH, VS), ma anche da PPD e Radio Central, poiché oltre ai fornitori di servizi radiotelevisivi ora anche i media on- line potrebbero attingere ai proventi del canone. Da ultimo si teme che vengano svantaggiati i fornitori di media regionali che al momento beneficiano del canone (Cantoni BE e OW). Il PBD e Keystone ATS propongono quindi anche una nuova ripartizione dei proventi del canone per i media elettronici a favore dei fornitori privati (80% SSR, 15% privati, 5% sostegno indiretto). Syndicom chiede una quota del canone del 10 per cento per i fornitori privati, CH Media dell’8-10 per cento, media FORTI del 6-10 per cento e Telesuisse e altre emittenti radiofoniche una quota del 6 per cento per il finanziamento volto a compensare il mercato per le radio e le televisioni nonché un 6-8 per cento aggiuntivo per l’adempimento dei mandati di prestazioni. Altri come CSGO/WRK o syndicom domandano una quota più elevata del 2 per cento per il sostegno indiretto ai media. Alcuni partecipanti, come ad esempio PLR, CH Media o Radio 1, chiedono di esaminare la possibilità di ripartire i proventi del canone tra- mite un sistema di «buoni». I gruppi culturali auspicano che attraverso i proventi del canone si finanzi un fondo per la promozione cinematografica.

È giudicata in parte in modo critico la riscossione del canone a carico delle imprese sancita agli articoli 87 e segg. AP-LME. PLR, Commercio Svizzera o SGV/USAM propongono pertanto di soppri- merla. Altri, come il PBD, economiesuisse o ExpertSuisse e Commercio Svizzera chiedono l’adozione di un altro tipo di calcolo per il rilevamento delle imprese sottoposte al pagamento del canone, per esempio in base al numero di equivalenti a tempo pieno (full time equivalent – FTE).

3.9 COMME (art. 92–96 AP-LME)

La nuova Commissione per i media elettronici (COMME), la cui istituzione è prevista agli articoli 92 e segg. AP-LME, viene tematizzata da quasi tutti i partecipanti alla consultazione. Una maggioranza appoggia l’idea di una sorveglianza dei media indipendente dallo Stato ma si esprime in modo scettico sulla creazione della COMME prevista agli articoli 92 e segg. AP-LME. Soltanto in pochi, come i Can- toni NW e ZH, la COFEM o media FORTI, accolgono con favore la COMME nella forma proposta. Al- cuni, come i Cantoni BS, JU, OW, SH, SZ e TG, il PPD, CP, FER, SAB, AG Berggebiet, somedia, Te- lesuisse o VSP/ARPS, considerano inutile la creazione della COMME e respingono gli articoli 92 e segg. AP-LME.

Chi è critico deplora in particolare il grande potere della COMME in quanto essa non esercita sol- tanto la sorveglianza sui media ma è anche responsabile di rilasciare la concessione SSR e stipulare gli accordi sulle prestazioni. Proprio in merito al rilascio della concessione SSR vi è pertanto una larga base (tra cui i Cantoni AG, BE, BL, BS, GE, GL, JU, LU, NE, OW, SH, SZ, TG, TI, UR, VS, ZG nonché PPD, pvl, i Verdi, PS, FER, CSGO/WRK, Pgi, RRR, SSR, Associazione media con futuro) che appoggia l’odierna ripartizione delle competenze, secondo cui il rilascio della concessione SSR è di competenza del Consiglio federale. Il Cantone ZG propone di limitare le competenze della COMME unicamente alle attività di vigilanza, mentre il Cantone AG potrebbe immaginare la COMME in quanto semplice comitato consultivo per il DATEC e il Consiglio federale.

Altri come Arbus, le organizzazioni per i disabili, CH Media, impressum o i gruppi culturali giudicano problematica una possibile composizione della COMME così come prevista all’articolo 92 AP-LME soprattutto per motivi di indipendenza ed esigono criteri più diversificati per la sua composizione. Il Cantone JU, acsi, CIIP, Forum Helveticum, Pgi o SSA propongono che le regioni linguistiche siano equamente considerate nella composizione della Commissione. I gruppi culturali sono infastiditi dal fatto che siano esclusi in quanto possibili membri della Commissione gli organi e gli impiegati dei forni- tori di media con mandato di prestazioni, ma non quelli dei media privati.

impressum sottolinea inoltre la mancanza di chiarezza in merito alle vie legali quanto alle attività della COMME. Si chiede che tutte le decisioni della COMME possano essere verificate da una seconda istanza indipendente da quest’ultima.