Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/43: Nuova legge federale sui media elettronici · 24 pagine
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3 Pareri in merito a specifiche disposizioni di legge
3.1 Disposizioni generali (art. 1-4 AP-LME)
Lo scopo dell'AP-LME definito all'articolo 1 è accolto con favore dalla maggioranza. Tuttavia, le orga- nizzazioni di aiuto ai disabili Agile, Procap e SGB-FSS propongono di tenere conto dell'inclusione delle persone con disabilità nell'articolo sullo scopo.
Il campo di applicazione dell'AP-LME definito all'articolo 2 ha suscitato numerose reazioni critiche. È stata discussa in particolare l'introduzione della deregolamentazione delle radio senza accordo sulle prestazioni, che non era prevista nella LRTV. I Cantoni BE, GE, JU e ZH, CSG/WRK, nonché i Verdi, COFEM, AIRR, SSCM, Fög, vari gruppi culturali e SSM, tra gli altri, mettono soprattutto in guar- dia sul fatto che le radio che non rientrano nel campo di applicazione non sono tenute a rispettare né le norme relative al contenuto né quelle commerciali dell'AP-LME. D'altro canto, i Cantoni SO, KS/CS e Ringier accolgono con favore una simile proposta di deregolamentazione. Per economiesuisse,
asut, swisscom e upc, la deregolamentazione non è sufficiente: non solo i programmi radiofonici senza mandato di prestazioni, ma anche i programmi televisivi svizzeri senza accordo sulle presta- zioni dovrebbero essere esclusi dal campo di applicazione della legge.
Anche la prevista estensione del campo di applicazione dell'articolo 2 AP-LME ai media online
ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre fra gli altri UDC, 3plus, CH Media, economiesuisse, VSM, Stampa Svizzera, GEPSI, Corriere del Ticino, USAM, Aktion Medienfreiheit, l'associazione "Ja zu No Billag" e la COMCO negano o perlomeno mettono in discussione l'esistenza di una base costituzio- nale sufficiente nell'articolo 93 Cost., PPD, pvl, i Verdi, PS e COFEM auspicano un campo di applica- zione che tenga conto di tutti i generi di media. PBD, pvl, i Verdi, PS, COFEM, COMCO, CH Media e news-21 propongono di modificare prima l'articolo costituzionale.
Nel contesto dell'articolo 4 AP-LME (definizioni), la critica principale è che il concetto di "media elet- tronici" non venga definito. Diversi Cantoni (AG, BE, BL, FR, GE, JU, SG, SZ, VD, VS e ZH), i Verdi, UNIKOM, media FORTI, zentralplus, SGB/USS, SIG, fög, Investigativ, leggetrasparenza.ch, JJS e il Consiglio svizzero della stampa propongono di definire i "media elettronici" in modo tale che vi trovino posto anche i contributi testuali. Inoltre, i vari gruppi culturali chiedono che il concetto di "fornitore di media", definito all'articolo 4, lettera g, dell'AP-LME, sia completato in modo da includere esplicita- mente la produzione di contributi culturali quale compito centrale dei fornitori di media.
3.2 Principi (art. 5-12 AP-LME)
Le disposizioni relative alla protezione della gioventù di cui all'articolo 8 AP-LME sono respinte da asut, upc, sunrise e dagli altri fornitori di servizi di telecomunicazione. Poiché il rispetto delle disposi- zioni in materia di protezione della gioventù non è in mano loro, le relative disposizioni sarebbero inef- ficaci e dovrebbero pertanto essere soppresse. Essi rinviano inoltre all'iniziativa avviata dal settore per la protezione della gioventù dai rischi dei media da loro sostenuta.
Le organizzazioni di aiuto ai disabili come Agile, Procap e SBV/FSC commentano principalmente l'arti- colo 9 AP-LME. Considerano il concetto di "persone affette da disabilità sensoriali" troppo ristretto e desiderano un'estensione a "persone affette da disabilità". Richiamano inoltre l'attenzione sulla ne- cessità di adattare la pubblicità alle esigenze dei disabili.
Spesso si fa riferimento alla disparità di trattamento per quanto riguarda gli obblighi in materia di so- stegno ai sensi dell'articolo 12 AP-LME. Il fatto che l'obbligo di sostegno ai film svizzeri (art. 12 cpv. 2 AP-LME) si applichi solo ai fornitori di media svizzeri e non anche a quelli stranieri è considerato di- scriminatorio dal Cantone NE e da pvl, i Verdi, PS, Cinéforom, impressum, syndicom, Telesuisse,
3Plus, CH Media, upc e numerosi altri fornitori di servizi di telecomunicazione. Si chiede pertanto la parità di trattamento tra i fornitori nazionali e quelli esteri. Numerosi partecipanti propongono che in futuro le finestre pubblicitarie estere, i fornitori di video-on-demand e di servizi di streaming, ossia i for- nitori di servizi di telecomunicazione che diffondono offerte mediatiche, e le piattaforme di social me- dia dovrebbero essere obbligati a versare una tassa per il sostegno al cinema (BE, BL, FR, JU, NE,