Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/48: Stabilizzazione dell'AVS (AVS21) · 116 pagine
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Grafico 1-1
Rapporto di dipendenza in percentuale, 1970-2035
50
45
40
35
30
25
20
15
10
5
0
1970 1980 1990 2000 2010 20202030
Valori osservati Scenario A-00-2015
Fonti: UST –ESPOP (1970-2009), STATPOP (2010-2016), scenari demografici (dal 2017)
In seguito al progressivo raggiungimento dell’età di pensionamento da parte della generazione del baby boom, nel medio periodo due gruppi assumeranno una crescente importanza relativa: quello delle persone di oltre 50 anni e soprattutto quello delle persone di oltre 65 anni. In futuro l’età mediana della popolazione continuerà ad aumentare.
Questa evoluzione avrà notevoli ripercussioni sulle spese dell’AVS: il numero delle rendite versate aumenterà, sia perché un maggior numero di persone raggiungerà l’età di pensionamento sia perché le prestazioni saranno versate per un periodo più lungo a causa dell’aumento della speranza di vita. Il gruppo delle persone di età compresa tra i 20 e i 40 anni si ridurrà progressivamente e il numero di figli aumenterà solo lievemente grazie all’immigrazione o a un aumento della natalità. Infine, l’effettivo dei giovani, vale a dire le future forze di lavoro, tenderà a diminuire.
Demografia e previdenza per la vecchiaia
L’AVS reagisce con molto ritardo alle variazioni dei parametri demografici: quella del tasso di natalità incide sui contributi solo dopo 20 anni, quando i figli nati dopo questa variazione entrano nella vita attiva. Le ripercussioni sulle prestazioni si manifestano ancora più tardi. Anche gli effetti di una variazione del tasso di mortalità non si manifestano subito, ma si fanno sentire in modo ancora più marcato dopo un certo periodo di tempo, soprattutto se è la speranza di vita delle persone in età di pensionamento ad aumentare. Una crescita dell’immigrazione influisce rapidamente sulla situazione finanziaria dell’AVS, in particolare se gli stranieri in arrivo sono persone esercitanti un’attività lucrativa assoggettate sin da subito all’obbligo contributivo per l’attività che svolgono in Svizzera. L’effetto sulle prestazioni è invece più lento, dato che gli stranieri devono prima acquisire il diritto a prestazioni. In sintesi, il saldo migratorio positivo dal 2000 ha fatto sì che la popolazione attiva in Svizzera crescesse