Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/48: Stabilizzazione dell'AVS (AVS21) · 116 pagine

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Grafico 1-2

Evoluzione reale del prodotto interno lordo (PIL), 1980–2016

200 5.0

175 4.0

150 3.0

125 2.0

100 1.0

75 0.0

50 -1.0

25 -2.0

0 -3.0

1980 1985 1990 1995 2000 2005 20102015

Variazione annua in % (scala a destra) PIL reale indicizzato (scala a sinistra)

Fonte: UST – Conti economici nazionali

In seguito alla crisi finanziaria ed economica mondiale del 2008, l’economia della maggior parte dei Paesi dell’OCSE è precipitata in una profonda recessione, principalmente a causa della rilevanza del commercio internazionale per questi Stati e dell’influenza relativamente significativa dell’intermediazione finanziaria nell’attività economica. Nel 2010 l’economia svizzera ha registrato una fase di ripresa e il PIL è cresciuto del 3 per cento. Tra il 2011 e il 2014 la sua crescita è proseguita, nonostante il difficile contesto internazionale dovuto alla crisi finanziaria del 2008, ma è stata più contenuta e nel 2013 è rimasta sotto il 2 per cento. Dopo tre anni di risultati in crescita, nel 2015 l’attività economica ha nuovamente subìto un rallentamento e anche nel 2016 l’economica svizzera è cresciuta solo moderatamente. Questo è ascrivibile ai contraccolpi della soppressione della soglia minima del cambio franco/euro e alla difficile situazione del settore bancario. In base alle attuali previsioni congiunturali, dopo un 2017 modesto, la crescita dell’economia svizzera dovrebbe tornare a registrare un andamento positivo nel 2018 e 2019.

Economia e previdenza per la vecchiaia

Le fluttuazioni economiche incidono sulle entrate dell’AVS in misura maggiore e più rapida che sulle sue uscite. Questo si spiega con il fatto che l’attività economica si ripercuote direttamente sull’evoluzione dei salari e sull’occupazione, quindi sulla massa salariale soggetta alla contribuzione. Le prestazioni sono invece meno sensibili all’evoluzione economica, perché le nuove rendite sono calcolate in base ai redditi conseguiti sull’intera durata dell’attività (gli ultimi anni hanno dunque solo un ruolo marginale) e le rendite correnti vengono adeguate in base all’indice misto, che corrisponde alla media aritmetica tra l’indice dei salari e l’indice dei prezzi (il che significa che, nel momento in cui salari e prezzi aumentano, le rendite sono adeguate all’inflazione e solo alla metà dell’incremento dei salari reali).