Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/52: Modifica dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre) (neutralità dei costi, valutazione dei bisogni) · 61 pagine

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4.5 Cure acute e transitorie Cantoni

BE ricorda che, secondo il rapporto di valutazione, l’attuazione delle cure acute e transitorie (CAT) sinora è stata lacunosa e che la relativa offerta è poco sfruttata. La distinzione in parte poco chiara rispetto alle cure convenzionali o geriatriche e alla riabilitazione nonché la scarsa attrattiva economica fanno sì che tale offerta fatichi ad imporsi nelle case di cura. A frenarla contribuisce tra l’altro anche la durata troppo breve (due settimane) della prescrizione o del mandato medico. Al riguardo, BE ravvisa una necessità d’intervento e chiede l’adozione di misure di promozione.

Associazioni mantello nazionali dell’economia

CP è del parere che le modifiche proposte ignorino tutte le misure a favore delle cure acute e transitorie ridefinite nel 2011 nel quadro del nuovo ordinamento del finanziamento delle cure. Ritiene che un’impostazione efficace di queste cure, che assicurano una presa a carico dei pazienti all’uscita dall’ospedale, permetta di ridurre i costi del sistema nonché di favorire il recupero dell’autonomia nella vita quotidiana e il ritorno al proprio domicilio. Anziché limitare la durata della prescrizione a due settimane, insufficienti dal punto di vista medico e delle cure, CP propone di estenderla a quattro settimane affinché il ritorno a casa sia diretto e definitivo per oltre due terzi dei pazienti. Inoltre, non esclude una proroga delle CAT in funzione dei bisogni e previa prescrizione medica.

Organizzazioni della sanità – pazienti/fruitori

Secondo LPCH, il rapporto INFRAS – che invita ad analizzare con attenzione – mostra che l’attuale impostazione delle cure acute e transitorie è insoddisfacente. L’assunto che ora vengono fornite più prestazioni di cura grazie alle CAT non può essere dimostrato sulla scorta della statistica Spitex. LPCH respinge con fermezza l’allusione secondo cui con le cure acute e transitorie si vuole aumentare (senza motivo) il totale delle ore. Sottolinea che le cure acute e transitorie si basano su una prescrizione di un medico dell’ospedale e di conseguenza non possono essere estese in modo arbitrario.

OSP sottolinea che, secondo la valutazione condotta da INFRAS, le cure acute e transitorie sono ancora poco sfruttate e l’offerta è lacunosa. È del parere che maggiore è il numero di interventi ambulatoriali effettuati, più importante diventa il follow-up infermieristico. A suo modo di vedere, i costi di degenza in un’istituzione di cure acute e transitorie non devono essere a carico dei pazienti. Per questo motivo, l’obiettivo deve essere un’assistenza integrata per tutti.

Organizzazioni della sanità – fornitori di prestazioni

Secondo IG Pflegefinanzierung, un’assistenza integrata rivolta al futuro nel settore delle cure di lunga durata ha bisogno di una buona rete di cure acute e transitorie che copra l’intero territorio. I costi di degenza nelle istituzioni di cure acute e transitorie non possono più essere posti a carico dei pazienti, dato che ciò costituisce un grosso ostacolo all’utilizzo dell’offerta. Occorre invece che in questo settore valgano le disposizioni sul finanziamento ospedaliero. Inoltre, la durata massima delle cure acute e transitorie deve essere estesa a quattro settimane, prorogabili all’occorrenza una sola volta e previa prescrizione medica di ulteriori quattro settimane al massimo.

senesuisse osserva che lo scopo principale delle cure acute e transitorie consiste nell’offrire, dopo una degenza in ospedale, una transizione conforme alle esigenze mediche o psichiatriche e della convalescenza, affinché i pazienti possano riacquistare la loro autonomia nella vita