Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/69: Diritto d'esecuzione concernente la legge federale del 30 settembre 2016 sulle professioni sanitarie (LPSan) (ordinanza sulle competenze LPSan, ordinanza sul riconoscimento delle professioni sanitarie, ordinanza sul registro LPSan); revisioni parziali dell'ordinanza sulle professioni mediche, dell'ordinanza sul registro LPMed, dell'ordinanza sulle professioni psicologiche e dell'ordinanza sul registro LPPsi · 81 pagine

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all’esercizio della professione per tutti gli operatori ecc. Per garantire l’obiettivo della legge – ossia fissare condizioni uniformi in tutta la Svizzera – occorre assolutamente definire l’espressione «esercizio della professione sotto la propria responsabilità professionale». EVS si associa pienamente al parere di svbg, OPS a quello di SBK-ASI. OdA GS Aargau adotta una posizione molto vicina a quella di SBK-ASI. Anche SIGA/FSIA segue la stessa linea.

FMH fa notare che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, gli interventi terapeutici ingiustificati sono contrari alla legge e rappresentano lesioni fisiche. Occorre pertanto assolutamente inserire il diritto del paziente all’autodeterminazione nelle ordinanze relative alla LPSan e in particolare nell’ordinanza sulle competenze LPSan.

Per le conoscenze linguistiche, secondo mfe è necessario il livello C1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue.

VaOS fa notare che in Europa la professione dell’osteopata è relativamente nuova e nelle maggior parte dei Paesi europei la regolamentazione giuridica di questa professione sta ancora muovendo i primi passi. Anche in Svizzera la diffusione varia moltissimo da una regione all’altra: nella Svizzera francese, l’osteopatia è molto più diffusa che nella Svizzera tedesca o italiana e di questo bisogna tener conto. In qualità di associazione di categoria degli osteopati in possesso di un titolo accademico, VaOS si adopera per mantenere alto il livello di qualificazione degli osteopati che operano in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein. La vigente regolamentazione dell’osteopatia in Svizzera è disciplinata a livello dei Cantoni (concordato) e si distingue per protezionismo e inadeguatezza. Obiettivo della nuova LPSan, liberale, è di sostituire il diritto cantonale vigente e disciplinare tutte le professioni sanitarie a livello federale. VaOS accoglie favorevolmente la regolamentazione a livello federale, pur constatando che nel settore dell’osteopatia essa è inadatta per i seguenti motivi: come finora, per motivi puramente formali i titoli di studio esteri non sono neanche ammessi a un esame dell’equivalenza, dal momento che la condizione per l’entrata nel merito è l’autorizzazione all’esercizio della professione nel Paese in cui è stato rilasciato il titolo di studio. Per l’osteopatia questa condizione è un criterio killer, poiché nella maggior parte dei Paesi europei essa non è neanche disciplinata. Una regolamentazione così restrittiva impedirà di offrire sufficienti prestazioni osteopatiche, dal momento che nel prossimo futuro in Svizzera non saranno rilasciati abbastanza titoli di studio svizzeri. VaOS chiede che si rinunci a qualsiasi criterio formale per l’entrata nel merito e si sottoponga a un esame materiale ogni titolo di master in osteopatia conforme al sistema Bologna. Nella forma attuale, l’ordinanza sulle competenze LPSan non è compatibile a livello internazionale. La regolamentazione deve tener conto delle direttive internazionali. Chi oggi pratica con un master deve poter continuare a farlo. VaOS chiede una rielaborazione totale delle competenze degli osteopati e raccomanda di basarsi sulle norme CEN.

Anche SVO-FSO richiama l’attenzione sul fatto che l’osteopatia è un caso particolare: è l’unica professione che richiede un livello di master professionalizzante, dal momento che l’osteopata è un operatore di base. All’estero la formazione è molto eterogenea e si differenzia sensibilmente da quella svizzera. Per SVO-FSO è quindi indispensabile formulare la legge e le ordinanze tenendo conto delle peculiarità della professione di osteopata.

SICO chiede in primo luogo una soluzione transitoria nonché una nuova base legale, che consenta a tutti gli osteopati di esercitare la professione adesso e anche in futuro. Oggi, la maggior parte degli osteopati è esclusa dall’esame della CDS. La decisione del Tribunale federale del 23 novembre 2015, che in sostanza stabilisce che, in linea di principio, anche le formazioni parallele all’attività professionale devono essere ammesse all’esame della CDS, non ha ancora trovato attuazione. La presente revisione dell’ordinanza offre la possibilità di trovare una soluzione accettabile per tutti, evitando di prestare attenzione unicamente a interessi particolari. SICO parteciperebbe volentieri all'elaborazione di una nuova regolamentazione giuridica. In secondo luogo, chiede che sia prevista una soluzione transitoria per tutti coloro che stanno studiando attualmente o che inizieranno un ciclo di formazione presso una scuola svizzera di osteopatia prima dell’entrata in vigore della nuova base legale. In terzo luogo, chiede di valutare l’inserimento dell’osteopatia tra gli indirizzi del diploma federale di naturopata. Propone sia un orientamento accademico della professione di osteopata (p. es. con specializzazione in ricerca) sia un titolo di studio di orientamento pratico (p. es. diploma federale di naturopata con indirizzo osteopatia). In quarto luogo, chiede che il titolo di «master of science in osteopatia» possa essere conseguito non solo attraverso lo studio a tempo pieno previsto attualmente (secondo l’art. 12 cpv. 2 lett. g LPSan), bensì anche attraverso uno studio parallelo all’attività lavorativa.