Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/69: Diritto d'esecuzione concernente la legge federale del 30 settembre 2016 sulle professioni sanitarie (LPSan) (ordinanza sulle competenze LPSan, ordinanza sul riconoscimento delle professioni sanitarie, ordinanza sul registro LPSan); revisioni parziali dell'ordinanza sulle professioni mediche, dell'ordinanza sul registro LPMed, dell'ordinanza sulle professioni psicologiche e dell'ordinanza sul registro LPPsi · 81 pagine

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Per quanto riguarda la LPMed e la LPPsi, per CP è opportuno uniformare la LPSan a livello svizzero in relazione al diritto di esercitare la professione. Il fatto che le condizioni per esercitare un’attività sotto la propria responsabilità siano disciplinate chiaramente dalla legislazione federale consente una comparabilità e un coordinamento di tale attività in tutta la Svizzera. Il registro nazionale consente inoltre una verifica veloce e non burocratica.

GST richiama l’attenzione sul fatto che lo stralcio dell’espressione «nel settore privato» comporta anche una revisione parziale della LPMed, che tange gli interessi dei veterinari svizzeri. Le modifiche associate non sono irrilevanti: stralciando «nel settore privato», il campo d’applicazione delle disposizioni della LPMed sull’esercizio della professione è infatti esteso a tutti i veterinari che esercitano sotto la propria responsabilità professionale. GST deplora che il modulo di risposta non consenta di esprimersi direttamente sulla revisione parziale della LPMed e che GST non figurasse nell’elenco dei destinatari della consultazione. Sul piano dei contenuti, di per sé GST non si oppone a un’estensione del campo d’applicazione delle disposizioni della LPMed sull’esercizio della professione. La limitazione o l’inasprimento dell’accesso alla professione di veterinario e del suo esercizio rafforzeranno la protezione dei pazienti e della salute pubblica. Per garantire un’esecuzione uniforme delle disposizioni federali sull’esercizio della professione è indispensabile che si definisca chiaramente già a livello federale quando un veterinario esercita sotto la propria responsabilità professionale e ha pertanto bisogno di un’autorizzazione per esercitare la professione. L’estensione delle disposizioni della LPMed sull’esercizio della professione comporta anche un’estensione degli obblighi professionali previsti dal diritto federale a tutti i veterinari che esercitano sotto la propria responsabilità professionale. Sarebbe quindi auspicabile concretizzare formalmente nella legge o a livello di ordinanza gli obblighi professionali di cui all’articolo 40 LPMed. GST fa inoltre notare che, con lo stralcio dell’espressione «nel settore privato», anche l’applicabilità delle misure disciplinari di cui all’articolo 43 LPMed è estesa, sia dal punto di vista personale sia da quello materiale: la cerchia dei veterinari che rientrano nel campo d’applicazione delle disposizioni sull’esercizio della professione (e di riflesso anche quella dei destinatari delle misure disciplinari previste dalla LPMed) viene potenzialmente ampliata. Dal punto di vista materiale, in base all’interpretazione di GST in caso di violazione degli obblighi professionali potrà essere ordinato non solo un divieto di esercitare la professione «nel settore privato», bensì anche un divieto «generale» (di servizio pubblico) di esercitare la professione. Bisognerà verificare se sia effettivamente questa l’intenzione perseguita. GST auspica infine che si colga l’occasione della revisione parziale della LPMed per uniformare l’esecuzione delle disposizioni sull’esercizio della professione a livello cantonale. Tale uniformazione s’impone anche e soprattutto perché in futuro saranno potenzialmente più numerosi i veterinari che avranno bisogno di un’autorizzazione per esercitare la professione. Occorre pertanto garantire per legge già a livello federale che i Cantoni riconoscano reciprocamente le loro autorizzazioni all’esercizio della professione, possibilmente senza ostacoli burocratici.

Sette partecipanti (INS, SBK-ASI, SGI, SIGA-FSIA, SNL, Swiss ANP, unimedsuisse) richiamano l’attenzione sul fatto che la traduzione in francese non è sempre corretta e va riveduta. Secondo unimedsuisse, nella versione francese occorre cercare delle denominazioni che comprendano entrambi i sessi.

Professionisti

12 persone singole (D. Dejaeghere, J. Ganzmann, A. Heeb, K. Hennemann, R. Kraus, H. Lüthi, E. Munitga, M. Palas, D. Piller, F. Schiemann, A. Sijtsma, S. Spühler) si associano al parere di VaOS, secondo cui bisogna tener presente che l’osteopatia è ancora relativamente nuova. Secondo K. Lilienthal e F. Pachlatko, anche in Svizzera l’osteopatia dovrebbe orientarsi agli standard internazionali. Occorre pertanto rivedere radicalmente sia l’ordinanza sulle competenze LPSan sia l’ORPSan, tenendo conto della situazione speciale dell’osteopatia. Secondo F. Pachlatko, bisogna esaminare e confrontare con uno standard internazionale ogni singolo titolo di studio. Chi è in grado di presentare un titolo di master in osteopatia internazionale e conforme al sistema Bologna deve avere la certezza che il suo diploma sarà esaminato in modo imparziale. La CRS è l’organismo adatto per farlo.

A. Scherer spiega che, purtroppo, in Svizzera per gli osteopati vi è solo un’offerta molto limitata di formazioni di master presso la HES-SO, esclusivamente sotto forma di studio a tempo pieno nella Svizzera francese. Finora, purtroppo la procedura di selezione ha consentito un posto di studio solo a poche persone provenienti dalla Svizzera tedesca. Questa situazione abbinata alla domanda crescente di prestazioni di osteopatia nella Svizzera tedesca determineranno una forte carenza di osteopati in possesso