Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/79: Politica agricola a partire dal 2022 · 160 pagine

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Tabella 2: Misure nel settore di compiti «Agricoltura e alimentazione» non finanziate nel quadro dei tre limiti di spesa agricoli (in mio. fr.) Misure Preventivo 2018

Spese amministrative dell’UFAG senza computo interno delle prestazioni 54,9

Spese per compiti di esecuzione e di controllo delle Stazioni di ricerca agronomica, 59,7

Istituto nazionale svizzero d’allevamento equino incluso (Agroscope)

Misure di lotta nella protezione dei vegetali 3,3

Assegni familiari agli agricoltori e ai lavoratori agricoli in virtù della LAF4 54,8

Contributi per l’esportazione di prodotti agricoli nel quadro della legge federale del 94,6

13 dicembre 1974 sull’importazione e l’esportazione dei prodotti agricoli trasformati

(«legge sul cioccolato»)

Un ulteriore sostegno federale all’agricoltura, non attribuito al settore di compiti «Agricoltura e alimentazione», consiste nella restituzione dell’imposta sugli oli minerali (2015: 65,4 mio. fr.; 2016: 66,4 mio. fr.). Neppure le spese della Confederazione per la ricerca e lo sviluppo in agricoltura (2016: 110,9 mio. fr.; 2017: 123,0 mio. fr.), i contributi per l’eliminazione dei sottoprodotti di origine animale (2016: 47,8 mio. fr.; 2017: 46,6 mio. fr.) e per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura FAO (2016: 6,9 mio. fr.; 2017: 7,2 mio. fr.) sono assegnate al settore di compiti «Agricoltura e alimentazione». Queste spese sono tuttavia iscritte nel preventivo dell’UFAG o di Agroscope e sostengono indirettamente il settore agricolo.

Oltre ai summenzionati aiuti finanziari iscritti nel preventivo della Confederazione e alla protezione doganale (cfr. capitolo 1.3.4), anche il diritto sull’affitto agricolo e il diritto fondiario rurale proteggono l’agricoltura. Promuovono la proprietà fondiaria agricola e la gestione autonoma, agevolano la cessione dell’azienda all’interno della cerchia familiare e lottano contro i prezzi esorbitanti per i terreni agricoli.

La molteplicità delle misure consente di soddisfare le esigenze delle diverse regioni da un lato e di tener conto dei vari indirizzi aziendali dall’altro. Tuttavia il sistema è molto complesso, talvolta contradditorio e fonte di dispendio amministrativo. È proprio a causa della notevole complessità che, a seguito della Politica agricola 2014–2017, sono stati depositati numerosi interventi parlamentari.

1.3.4 Protezione doganale

Nel confronto internazionale, la Svizzera dispone di un elevato livello di protezione doganale nel settore agricolo. L’OCSE stima il valore della protezione doganale a livello di ricavi agricoli (cifra d’affari) a circa 3,3 miliardi di franchi5. Attualmente in Svizzera la protezione doganale per i prodotti agricoli e le derrate alimentari si basa su diversi strumenti. Quello più importante è rappresentato dai contingenti doganali con un’aliquota di dazio relativamente bassa per un volume d’importazione prestabilito e un’aliquota, spesso proibitiva, per importazioni effettuate al di fuori di tali contingenti. Con i contingenti doganali e le elevate aliquote di dazio fuori contingente si riduce il volume d’importazione (spesso mediante liberazioni dosate dei contingenti) e ciò spinge al rialzo i prezzi alla produzione e al consumo indigeni.

Più che l’agricoltura, dall’attuale protezione doganale traggono beneficio in primo luogo i livelli a monte e a valle della filiera alimentare (p.es. trasformazione o commercio al dettaglio). Secondo l’OCSE, solo una piccola parte delle spese supplementari sostenute dai consumatori a causa del rincaro degli alimenti riconducibile alla protezione doganale viene traslata sugli agricoltori; la maggior parte arriva, sotto forma di rendita, ai livelli a monte e a valle. La struttura e il potere di mercato degli attori della filiera agroalimentare svolgono un ruolo importante nella ripartizione delle rendite. In tale frangente l’agricoltura è svantaggiata, poiché a fronte di numerosi agricoltori gli acquirenti e i fornitori sono pochi.

4 RS 836.1

5 Media degli anni 2015-2017 secondo il PSE, Monitoring and Evaluation Report 2018 dell’OCSE