Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/87: Abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali · 13 pagine
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benefici per i consumatori non sarebbero garantiti, perché le imprese potrebbero non trasferire gli utili realizzati grazie ai risparmi.
2.4 Associazioni di categoria dell’industria
Oltre alle associazioni mantello summenzionate (cfr. cap. 2.3), si sono espresse anche 21 associazioni di categoria dell’industria e del commercio. Di queste, 19 approvano il progetto. Le associazioni di categoria dei principali rami industriali (FH, scienceindustries, Swissmem, Swiss Textiles) condividono interamente il progetto, che gode anche del pieno appoggio delle associazioni del settore commerciale (e dei loro membri) e degli operatori che si riforniscono
all’estero (Gastrosuisse, Commercio Svizzera, CI Commercio al dettaglio Svizzera, Swiss
Retail, ASVAD). Anche il settore spedizione e logistica (Spedlogswiss), i commercianti indipendenti di veicoli (VFAS) e il Forum PMI valutano positivamente il progetto. Anche le camere di commercio (CCTI, GLHK, HAW, HIKF, HKBB, SOHK, ZHK) appoggiano la misura.
Le associazioni di categoria favorevoli sottolineano l’importanza degli sgravi finanziari e amministrativi di cui beneficerebbero le imprese. I costi intermedi a carico dell’industria di esportazione diminuirebbero, a tutto vantaggio della sua competitività internazionale. Inizialmente i dazi miravano soprattutto a proteggere l’economia svizzera; oggi invece rincarerebbero le materie prime, danneggiando le imprese. La misura permetterebbe inoltre di ridurre notevolmente i casi in cui, per importare in franchigia di dazio, sono richieste la prova d’origine o altre procedure speciali, e contribuirebbe così a sgravare le imprese sotto il profilo amministrativo. L’abolizione dei dazi industriali consentirebbe di diminuire i costi dei beni di consumo importati e di agevolare le importazioni parallele, in modo da contrastare i fattori di maggiorazione dei prezzi in Svizzera e il turismo degli acquisti. Complessivamente il progetto viene apprezzato in quanto vantaggioso per le PMI.
ASMA e CP sono le due uniche associazioni di categoria contrarie al progetto. CP respinge la misura, segnalando però una forte diversità di vedute tra i propri membri. Secondo CP la perdita di potere negoziale rappresenterebbe un grave svantaggio ai fini della stipulazione di accordi commerciali importanti. Se tuttavia il Consiglio federale dimostrasse che si possono concludere nuovi accordi anche senza ricorrere ai dazi industriali, CP sarebbe disposto ad accettare il progetto. ASMA rifiuta l’abolizione dei dazi industriali soprattutto perché nel settore della produzione di macchine agricole questi manterrebbero la loro funzione di protezione dei fabbricanti svizzeri nei confronti della concorrenza estera.
2.5 Associazioni agricole
Oltre all’USC, altre cinque associazioni del mondo agricolo (AGORA, ASMA, ASSAF, Primavera, Prometerre) si sono espresse sull’abolizione dei dazi industriali. Anche se il progetto concerne soltanto i dazi sui prodotti industriali e non tocca la protezione doganale nel settore agricolo, le associazioni agricole sono critiche nei confronti della misura. L’abolizione dei dazi industriali comporterebbe un allentamento della protezione doganale nel settore agricolo. La Svizzera si priverebbe inutilmente di una parte del suo potere negoziale in ambito commerciale, e di conseguenza la pressione negoziale sui dazi agricoli aumenterebbe. Inoltre le associazioni agricole temono che, a causa del calo di proventi doganali, lo stanziamento di fondi della Confederazione per il settore agricolo possa essere messo in discussione.
2.6 Organizzazioni dei consumatori
Due organizzazioni dei consumatori (SKS e FRC) hanno preso posizione sul progetto. In entrambi i casi, pur non dicendosi contrarie, le organizzazioni manifestano dubbi circa l’efficacia della misura ai fini di ridurre i fattori di maggiorazione dei prezzi in Svizzera. Ci sarebbe il rischio di favorire soprattutto le imprese e di escludere i consumatori. Le organizzazioni dei consumatori ritengono che per abbassare il livello dei prezzi altri strumenti risulterebbero più efficaci.