Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/87: Abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali · 13 pagine
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2.7 Altri partecipanti alla consultazione
Quattro società (BKW, Coop, Emmi, Nestlé) si sono espresse sul progetto. BKW, Coop e Nestlé sono favorevoli: il progetto permetterebbe di sgravare le imprese sul piano finanziario e amministrativo, e contribuirebbe a ridurre i fattori di maggiorazione dei prezzi in Svizzera. Emmi respinge invece il progetto, adducendo le medesime considerazioni avanzate dalle associazioni agricole. Anche la COMCO ha valutato positivamente il progetto, perché consentirebbe di ridurre i costi delle importazioni e gli oneri amministrativi a carico delle imprese, favorendone così la competitività. Il Comune di Aigle sostiene il progetto.
3 Risultati della consultazione per temi
La maggior parte dei pareri sostiene senza riserve l’abolizione dei dazi industriali e la semplificazione strutturale della tariffa doganale (in merito alle ragioni del sostegno al progetto, cfr. il cap. 2, in particolare il 2.4). Qui di seguito vengono riportate le principali posizioni espresse nei pareri che auspicano una modifica del progetto, ne analizzano in dettaglio alcuni aspetti oppure lo respingono.
3.1 Abolizione dei dazi industriali
3.1.1 Perdita di entrate per la Confederazione Diversi pareri (AGORA, Primavera, Prometerre, USC, USS, PS, Travailsuisse) sono
contrari al progetto a causa della perdita di introiti per la Confederazione (per circa 500 milioni di franchi) che esso determina. L’USS e il PS rilevano che l’entità delle perdite dovute all’abolizione dei dazi industriali corrisponderebbe a più del 3 per cento delle spese non vincolate della Confederazione. Visto che sono in corso altri progetti di riforma, concernenti la politica finanziaria (riforma fiscale/finanziamento dell’AVS, soppressione della discriminazione delle coppie sposate, abolizione della tassa di bollo), a medio termine sarebbe da prevedere un peggioramento delle finanze federali, nonostante gli avanzi importanti che si registrano attualmente. Perciò l’abolizione dei dazi industriali potrebbe essere seguita da una riduzione dei finanziamenti. AGORA, USC e ASMA temono che a causa delle minori entrate lo stanziamento di fondi per l’agricoltura possa essere messo in discussione. Secondo l’ASSAF il Consiglio federale avrebbe dovuto illustrare nel progetto le modalità con cui prevede di compensare le perdite di introiti. Primavera ritiene che pur essendo incisiva sotto il profilo finanziario, l’abolizione dei dazi industriali non sia necessaria, visto che oggi in virtù degli ALS vigenti i prodotti industriali originari di molti Paesi possono già essere importati in franchigia di dazio. Travail.Suisse reputa eccessive le stime del Consiglio federale relative alle maggiori entrate fiscali derivanti dalla misura (150 mio. fr.).
3.1.2 Ripercussioni sull’economia
Primavera, USS, PS e Travail.Suisse rilevano che nonostante le perdite elevate causate alle finanze dalla Confederazione, il progetto produrrebbe soltanto effetti di scarsa importanza per l’economia (in termini di PIL, salari reali, occupazione). Un calo dei prezzi effettivo dello 0,1 per cento sarebbe insufficiente per un progetto che si propone di ridurre i fattori di maggiorazione dei prezzi in Svizzera.
3.1.3 Risparmi per i consumatori
Alcuni pareri (AGORA, FRC, NE, OW, USC, SKS, PS, Spedlogswiss, UR) manifestano dubbi sull’effettiva possibilità, per i consumatori, di beneficiare dei risparmi realizzati dalle imprese grazie alla soppressione dei tributi doganali e allo sgravio amministrativo. Diversi partecipanti alla consultazione auspicano che il Consiglio federale sia disposto a garantire, nei limiti del possibile, che anche i consumatori possano approfittare di questi vantaggi. Si rileva anche che l’abolizione dei dazi industriali potrebbe risultare pienamente efficace soltanto come parte del