Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/11: Modifica della legge sulle banche (garanzia dei depositi, insolvenza) · 69 pagine
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Modifica della legge sulle banche
Nella fattispecie, con particolare riguardo ai costi, la scelta è quindi ricaduta sulla soluzione più semplice, ma altrettanto sicura, del deposito di titoli. Peraltro anche sul piano politico, la soluzione di un fondo, che ha suscitato grandi resistenze in una procedura di consultazione del 2010/20116, non raccoglierebbe la maggioranza dei consensi;
– protezione supplementare da parte dello Stato o assunzione di crediti mediante la garanzia dei depositi: nel caso di una crisi sistemica – qualora (1) una grande banca o più banche di piccole o medie dimensioni diventassero insolventi e (2) i depositi privilegiati non potessero essere soddisfatti con la loro liquidità – l’attuale limite superiore di sistema di sei miliardi di franchi e anche il grado di copertura previsto dell’1,6 per cento dei depositi garantiti offrirebbero solo una copertura insufficiente di tutti i depositi garantiti. Questa circostanza aumenta il rischio di un assalto agli sportelli («bank run»). Le misure teoricamente possibili in un simile caso, come la stipulazione di un’assicurazione privata, l’assunzione di crediti da parte del responsabile della garanzia dei depositi oppure una protezione da parte dello Stato sotto forma di garanzia o anticipo, sono state nuovamente respinte a causa dei loro costi, della loro fattibilità e, in particolare, anche per il rischio di incentivi inappropriati per le banche e i depositanti («moral hazard»);
– premi dipendenti dal rischio: secondo il sistema attuale, i contributi che le banche devono versare in caso di attivazione della garanzia dei depositi sono calcolati in base alla rispettiva quota su tutti i depositi garantiti. Non si tiene conto né del rischio proprio della banca né del rischio sistemico che scaturisce dalla banca. Il principale vantaggio dei premi dipendenti dal rischio consisterebbe nel fornire alle banche gli incentivi finanziari per prevedere una struttura e un’attività meno rischiose e nell’evitare sovvenzioni incrociate tra banche. Tuttavia, affinché possano espletare il loro effetto di orientamento dei comportamenti, i contributi dipendenti dal rischio dovrebbero comportare regolarmente vantaggi o svantaggi per le banche interessate. Questo difficilmente potrebbe verificarsi in un sistema finanziato secondo la modalità ex post o nel caso di un fondo ex ante alimentato con contributi una tantum e dunque anche i benefici dei premi dipendenti dal rischio sarebbero estremamente modesti. Inoltre, i costi legati al calcolo e alla riscossione dei premi dipendenti dal rischio sono considerevolmente superiori a quelli dei premi indipendenti dal rischio. Per questi motivi l’idea dei premi dipendenti dal rischio è stata abbandonata.
Per quanto attiene al governo d’impresa e alla comunicazione dell’associazione responsabile della garanzia dei depositi, in occasione delle passate verifiche svolte da organizzazioni internazionali (ad es. Fondo monetario internazionale [FMI]) è stata criticata l’eccessiva dipendenza del sistema di garanzia dei depositi, strutturato sotto forma di autodisciplina e attuato tramite l’associazione esisuisse, dai membri dell’associazione o dagli istituti finanziari. Negli ultimi anni esisuisse ha pertanto migliorato sotto diversi aspetti la propria indipendenza, il governo d’impresa e i processi per l’adempimento del proprio mandato. Ad esempio, ha ridotto il proprio
6 Cfr. in merito il messaggio concernente la modifica della legge sulle banche (rafforzamento della stabilità nel settore finanziario; too big to fail), FF 2011 4211.