Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 68 pagine
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(cfr. n. 1.4.1) e indica la necessità di esaminare come sancire nella legge tale procedura, che si fonda su un sistema di autoregolamentazione volontaria.
La mozione Allemann 09.3422 «Divieto per i videogiochi violenti» del 30 aprile 2009 esige un divieto assoluto in materia incaricando il Consiglio federale di introdurre il divieto di produzione, promozione, importazione, vendita e riproduzione di videogiochi in cui la rappresentazione di scene di violenza, ai danni di persone o di creature dalle sembianze umane, contribuisce al successo del gioco stesso. Secondo l’autrice della mozione, appare opportuno e ragionevole sancire la messa al bando totale dei videogiochi violenti. A suo avviso, i codici di condotta adottati dai produttori e dai rivenditori relativi all’etichettatura per fasce d’età (p. es. PEGI)
possono essere facilmente aggirati e non rappresentano quindi una valida alternativa al divieto. La mozione potrebbe quindi essere attuata precisando l’articolo 135 CP.
Il Consiglio federale aveva proposto di respingere entrambe le mozioni, indicando che, ai sensi dell’articolo 135 CP, già oggi vige il divieto assoluto per le rappresentazioni di atti di cruda violenza. Nel suo parere in risposta alla mozione Allemann aveva però constatato la necessità di rafforzare la protezione dei giovani contro le rappresentazioni di atti di violenza, ipotizzando anche la possibilità di divieti (a parte quelli previsti nel CP) inerenti alla vendita e alla diffusione di rappresentazioni violente che, pur non rientrando nel campo d’applicazione dell’articolo 135 CP, non sono adatte per determinate categorie d’età. Anche la Commissione degli affari
giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S), nel suo rapporto del 15 febbraio 2010, aveva
espresso riserve in merito all’attuazione di un divieto assoluto come quello richiesto con la mozione Allemann. Nella stessa occasione si era tuttavia dichiarata unanime nel ritenere che la vendita di videogiochi violenti ai giovani minori di 16 o 18 anni debba essere vietata mediante classificazioni vincolanti. Si era inoltre detta favorevole a porre condizioni chiare a livello
nazionale, considerando necessario adottare disciplinamenti vincolanti per i videogiochi
violenti. Per questi motivi, la CAG-S aveva proposto di accogliere le mozioni Hochreutener e Allemann, che sono state quindi trasmesse al Consiglio federale il 18 marzo 2010. Le due mozioni non sono ancora state attuate, con la motivazione dei lavori in corso nel quadro del programma Giovani e media e dell’elaborazione dell’AP-LPMFV.
Oltre agli interventi parlamentari, sono state presentate anche diverse iniziative cantonali che chiedono un divieto a livello nazionale dei videogiochi violenti o l’introduzione di un sistema di classificazione per età omogeneo per i media digitali e televisivi. Si tratta segnatamente delle iniziative cantonali di Berna 08.316 «Divieto di “giochi violenti”» del 18 giugno 2008, San Gallo 09.313 «Violenza nei videogiochi e nei media: misure efficaci e uniformi per proteggere
bambini e adolescenti» del 26 maggio 2009, Ticino 09.314 «Revisione dell’articolo 135 del CP» del 27 maggio 2009, Friburgo 09.332 «Vietare i videogiochi violenti» del 16 novembre 2009, Zugo 10.302 «Vietare i videogiochi violenti» del 5 gennaio 2010 e Lucerna 11.301 «Proteggere i giovani dai giochi e sport violenti» del 24 gennaio 2011. Rinviando ai lavori nel quadro del programma Giovani e media, l’esame preliminare di queste iniziative cantonali è stato sospeso per più di un anno11, con la sola eccezione dell’iniziativa del Cantone di Lucerna, che oltre al divieto dei videogiochi chiedeva anche il divieto di sport violenti quali «ultimate fighting» e alla quale non è stato dato seguito.
Pornografia su Internet: mozione Savary 11.3314
La mozione Savary 11.3314 «Pornografia su Internet. Agire a monte» del 18 marzo 2011 ha incaricato il Consiglio federale di adottare le misure necessarie per imporre ai fornitori di servizi Internet di ricorrere alle tecniche più avanzate per filtrare i contenuti violenti o pornografici. Il 19 novembre 2014, con il rapporto sulle telecomunicazioni 201412, il Consiglio federale ha
11 Cfr. la decisione del Consiglio degli Stati del 10 marzo 2011 e quella del Consiglio nazionale del
17 giugno 2011.
12 Consiglio federale, Rapporto 2014 sugli sviluppi del mercato delle telecomunicazioni in Svizzera e sulle conseguenti sfide a livello legislativo. Rapporto del Consiglio federale del 19.11.2014 in adempimento del postulato (13.3009), 2014; https://www.bakom.admin.ch/bakom/it/pagina-iniziale/l-ufcom/organizzazione/basilegali/affari-del-consiglio-federale/rapporto-sulle-telecomunicazioni-2014.html (consultato il 19.02.2019).