Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 68 pagine

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Nel 2015 ha inoltre segnalato che in determinati ambiti problematici una regolamentazione è inutile, ragion per cui occorre puntare in primo luogo sulla promozione delle competenze

mediali (protezione educativa dell’infanzia e della gioventù dei rischi dei media) per ottenere risultati. Si tratta principalmente di situazioni in cui i minorenni assumono il ruolo di

autori/produttori o attori del mercato.

1.2.3 Possibili forme di regolamentazione della protezione dell’infanzia e della gioventù dai rischi dei media

La protezione normativa dell’infanzia e della gioventù dai rischi dei media mira a impedire l’utilizzo abusivo dei media, a valutare i contenuti mediali sulla base del loro grado di

pericolosità e a limitarne, se necessario, l’accessibilità. Tali obiettivi possono essere raggiunti tramite divieti penali o altre misure normative.

Latzer et al. (2015) definiscono l’azione normativa come un intervento intenzionale sul mercato volto a limitare il comportamento degli attori per perseguire obiettivi pubblici di gestione

strategica, nello specifico la protezione della gioventù29. In linea di principio, si distingue tra regolamentazione normativa statale e forme alternative (cfr. tabella 2).

Tabella 2 – Classificazione delle forme di regolamentazione

Regolamentazione Forme alternative

statale

Coregolamentazione Autoregolamentazione in Autoregolamentazione senso lato in senso stretto

Fonte: Latzer et al., «Evaluation der Selbstregulierungsmassnahmen zum Jugendmedienschutz der Branchen Film, Computerspiele, Telekommunikation und Internet», in Beiträge zur sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 11/15 (in tedesco con riassunto in italiano), Berna: UFAS 2015, pag. 6, adattata dall’UFAS.

Per regolamentazione statale s’intendono le misure legislative federali o cantonali e la loro attuazione da parte delle autorità competenti. Le forme alternative si differenziano da quella statale per il coinvolgimento di attori privati nell’accordo di regolamentazione.

Secondo Latzer et al. (2015) si ha quindi coregolamentazione se l’accordo di regolamentazione alternativo poggia su una base legale unilaterale esplicita30. In altri termini, l’accordo di

regolamentazione alternativo è sancito per legge e l’attività dell’istituzione di

coregolamentazione è sottoposta a vigilanza statale. Devono, inoltre, esistere prescrizioni legali in fatto di struttura, obiettivi e trasparenza. Se manca invece questo quadro legislativo, gli autori parlano di autoregolamentazione in senso lato31 o stretto32.

Secondo Müller e Uhlmann (2013) coregolamentazione (denominata anche

autoregolamentazione controllata o disciplinata) significa che attori statali avviano, promuovono o negoziano la regolamentazione con privati (associazioni economiche, associazioni

professionali e organizzazioni analoghe)33. Tuttavia, si fa notare che la delega di competenze

29 Latzer et al., «Evaluation der Selbstregulierungsmassnahmen zum Jugendmedienschutz der Branchen Film, Computerspiele, Telekommunikation und Internet», in Beiträge zur sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 11/15 (in tedesco con riassunto in italiano), Berna: UFAS 2015, pag. 5.

30 Cfr. Latzer et al., «Evaluation der Selbstregulierungsmassnahmen zum Jugendmedienschutz der Branchen Film, Computerspiele, Telekommunikation und Internet», in Beiträge zur sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 11/15 (in tedesco con riassunto in italiano), Berna: UFAS 2015, pag. 6 e Latzer et al., Selbst- und Ko- Regulierung im Mediamatiksektor. Alternative Regulierungsformen zwischen Staat und Markt, Wiesbaden: Westdeutscher Verlag 2002, pagg. 41–45.

31 In altri termini, vi sono istituzioni statali che influiscono sull’accordo di autoregolamentazione tramite, ad esempio, contributi finanziari o un coinvolgimento in termini di personale, ma mancano prescrizioni legali specifiche al riguardo. Cfr. Latzer et al. (2015), op. cit., pag. 7.

32 In altri termini, vi è un’associazione di attori privati che persegue un obiettivo comune senza il coinvolgimento dello Stato. Cfr. Latzer et al. (2015), op. cit., pag. 7; Latzer et al. (2002), op. cit., pag. 45.

33 Georg Müller e Felix Uhlmann, Elemente einer Rechtssetzungslehre, 2013, pag. 308.